venerdì 5 settembre 2014

Decreto Sblocca Italia: via libera alle trivelle, protesta Legambiente

Le associazioni ambientaliste sono sul piede di guerra dopo aver letto il testo del decreto sblocca Italia varato dal Governo. Un provvedimento che di fatto autorizza le trivellazioni petrolifere anche in caso di parere contrario delle Regioni. Le mire delle società petrolifere si concentrano soprattutto sulla Basilicata, regione le cui risorse sono state ancora poco sfruttate.

Secondo il Premier Matteo Renzi, che ieri ha risposto alle polemiche sollevate da Legambiente, è irragionevole rinunciare a trivellare il sottosuolo lucano dal momento che è ricco di petrolio. Secondo le stime si parla di risorse non sfruttate per almeno 400 milioni di barili. Come ha fatto notare il Presidente del Consiglio: "È assurdo continuare a lamentarsi del problema energetico se non si tira fuori il petrolio che c’è in Basilicata, in Sicilia, ovviamente coinvolgendo le Regioni e valorizzandole sul patto di stabilità".

La Strategia Energetica Nazionale (SEN) messa a punto dal Governo Renzi mira a estrarre 24 milioni di barili di greggio all’anno entro il 2020, il doppio degli idrocarburi estratti oggi in Italia. Le nuove norme contenute nel decreto sblocca Italia dovrebbero attirare investimenti per 15 miliardi di euro.

Legambiente smentisce le cifre snocciolate da Palazzo Chigi. Il petrolio estratto nei mari italiani, circa 10 milioni di tonnellate, basterebbe secondo gli ambientalisti a soddisfare appena due mesi di consumi. I danni al patrimonio naturale della penisola sarebbero invece infinitamente più duraturi. Dello stesso parere è il geologo Mario Tozzi che, dall’alto della sua esperienza nell’industria petrolifera, mette in guardia sui pericoli delle trivellazioni in regioni ad alto rischio idrogeologico come la Basilicata.

D’altro canto, diversi esponenti del mondo della finanza fanno notare che non investire nell’industria degli idrocarburi porterà l’Italia, e l’intera Europa, a pagare molto di più l’energia elettrica, frenando lo sviluppo industriale e aggravando la crisi economica.

Oltre al tema scottante delle trivellazioni, a tenere banco oggi sono le proteste dei verdi sul capitolo edilizia contenuto nel decreto sblocca Italia. Secondo Angelo Bonelli le nuove norme aprono alla cementificazione legalizzata delle coste italiane:
"I fondi comuni che investono nel mattone potranno ottenere in concessione aree pubbliche costiere per realizzare interventi edilizi in deroga anche ai piani regolatori. L’esatto opposto del consumo zero di suolo".

(Fonte: www.greenstyle.it)

martedì 2 settembre 2014

ENNESIMI ANNUNCI DEI POLITICI SU STRADE E FERROVIE: PER LORO, TANTO BASTA...

Euro come noccioline, milioni e miliardi come se piovesse: l'Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari – nel suo segmento provinciale -, la strada statale 372 Telesina e anche la strada statale 212 Fortorina sono i tre interventi che annegano nell'oro del decreto cosiddetto Sblocca-Italia, varato con l'ultimo Consiglio dei Ministri di agosto dal governo a guida Renzi. Tre infrastrutture, la prima ferroviaria le altre due viarie, oggetto – con una serie di altre – di rilancio, di una nuova ripartenza grazie all'accelerazione nell'apertura dei cantieri (novembre 2015 per l'Alta Velocità, opera già finanziata) e allo stanziamento (complessivo) di 3,9 miliardi di euro per opere invece cantierabili, nel nostro caso (adeguamento, cioè raddoppio, della “Telesina” e Fortorina) entro il 31 agosto 2015.

Il provvedimento, ovviamente, reca con sé il cappello politico: “Il raddoppio della Statale 372 'Telesina' si farà. Grazie all'impegno del ministro Lupi e del Nuovo Centrodestra, il Consiglio dei Ministri ha stanziato oggi (29 agosto, Ndr) 90 milioni di euro per implementare del collegamento stradale tra Caianello a Benevento".parole e musica della nta diffusa alla stampa dal presidente dei Deputati Ncd, la beneventana Nunzia De Girolamo.

Che non si tira indietro, sui meriti: “Nei mesi scorsi da capogruppo Ncd alla Camera avevo da subito sollecitato il governo sul futuro dell'opera, attraverso una interrogazione che chiedeva di ripristinare le risorse sottratte per destinarle al piano scuola. La sinergia con il Ministero delle Infrastrutture ha consentito di inserire il raddoppio della Telesina tra le opere infrastrutturali da finanziare nel decreto Sblocca Italia. Un'arteria strategica, di estrema importanza per la comunità locale, che consente di collegare il capoluogo sannita con la sua provincia occidentale, oltre a riuscire a decongestionare il traffico in aumento negli ultimi anni”. “Abbiamo assistito a un ottimo esempio del buon governo del Nuovo Centrodestra", è la conclusione dell'ex ministro dell'Agricoltura del governo Letta, dal quale si accomiatò in anticipo rispetto alla sua naturale fine (leggi: Renzi) per note vicende inerenti situazioni sanitarie locali. La gratifica alla deputata sannita giunge anche dal coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra, Gioacchino Alfano: “I fondi per proseguire i lavori della Telesina erano stati dirottati sull'edilizia scolastica ma sono stati nuovamente destinati all'importantissima arteria stradale della Campania, grazie all'impegno del capogruppo a Montecitorio di Ncd Nunzia De Girolamo e la competenza del Ministro Lupi".

Sul fronte (che dovrebbe essere) opposto ma convergente per contiguità governativa, l'organo ufficiale telematico del Partito Democratico sannita, il sito Dem24, sul tema titola, con efficace sintesi: “Sblocca Italia chiamatelo pure Sblocca Sannio. Sì a Telesina e Napoli-Bari”, e sopra il testo risalta l'effigie del sottosegretario Umberto Del Basso De Caro. L'equivalente delle menzionate note-stampa del Ncd e di De Girolamo.

Sempre Dem 24 fa in modo corretto un breve e interessante excursus su genesi e stato delle opere cantierate o sbloccate, ricordando, infine, che “lo sblocco delle due opere determinerà effetti anche nel Sannio, con il rilancio degli investimenti, della crescita e dell’occupazione”. E, nel caso, è solo una questione di tempi (nel senso che non è dato sapere se i nipoti o i pronipoti saranno in grado di valutarne gli effetti).

Breve riepilogo, dunque:
Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari: protocollo d'intesa siglato nel 2007; lotti di lavori interessati in loco: velocizzazione/raddoppio Cancello-Benevento e nuova linea Apice – Orsara,tempistica di conclusione incerta (come esempio, riportiamo sempre il dato fornito da Dem24, relativo alla tratta ferroviaria pugliese Orsara-Bovino, il cui completamento è previsto per il 2021);

Strada Statale 212 Fortorina: risale almeno al 1996 il progetto del tratto compreso fra Pietrelcina e S. Marco dei Cavoti, ma quasi in modo naturale nella comune vulgata alla strada s'associa storicamente il termine 'eterna incompiuta' e/o 'disagio' per comprenderne il brodo di coltura infrastrutturale;
infine, dalla posa delle prime pietre, una quarantina d'anni fa, a oggi, il percorso dal casello di Caianello sull'autostrada A1 al casello di Benevento dell'autostrada A16 è stato lastricato più di incidenti e morti più che della realtà del raddoppio - sempre stato sul tappeto - dell'unica carreggiata, sbloccato dal Consiglio dei Ministri di questo 29 agosto.

In tutti e tre i casi, insomma, siamo in perfetto ritardo nelle necessità e sui tempi, ma in perfetto orario per la politica del momento, degli annunci e degli auspici. Quest'ultima spende il suo credito nell'immediato, mentre le genti sannite palpitano - oh sì, palpitano - per comprendere quando, e se, ci sarà “il rilancio degli investimenti, della crescita e dell’occupazione" (frase che suona quantomeno un po' stridente con i contestuali - sempre 29 agosto - drammatici dati diffusi dall'Istat, che parlano ancora di un generale calo dell'occupazione, nel Paese, di calo dei prezzi e di nessuna impennata nei consumi). E soprattutto per comprendere noi cittadini se, prima che ciò accada, adesso e nel futuro prossimo, dovremo considerarci, qui nel Sannio, in uno stato di serena rassegnazione al sottosviluppo.

(Tratto dalla pagina Facebook de IlVaglio.it)

lunedì 1 settembre 2014

Telesina, per “Il Sole 24 ore” è bollino rosso. Nello “Sblocca Italia” anche la Fortorina

Telesina, Alta Capacità e perfino la Fortorina. Una “Sblocca Italia” ricco per il Sannio quello approvato dal Governo Renzi. In bilico fino a ieri il raddoppio della Telesina, la strada che unisce Benevento e il casello autostradale di Caianello, potrebbe diventare realtà grazie ai 90 milioni di fondi. Il raddoppio della Telesina rientra però tra le opere finanziate a condizione che siano cantierabili entro il 31 agosto 2015. Proprio come il Primo lotto Asse viario S.S. 212 Fortorina.

Ma se pensate di vedere a breve cantieri sulla Telesina, vi sbagliate. Stando infatti allo schema pubblicato su Il Sole 24 ore oggi (l'altro ieri per chi legge), la Telesina ha un bel bollino rosso: l'autostrada in project financing con gara ancora da bandire e finanziatori da reperire. Ancora molto in forse, insomma, e con tempi lunghi. (Per continuare a leggere clicca qui sotto)

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