sabato 30 agosto 2014

DEVASTAZIONE AMBIENTALE | Un grido d’allarme dal campeggio No Triv di Morcone

di Nicola Savoia

succede che a morcone, in località paradiso degli asini, un bel po’ di gente si stia incontrando per parlare di devastazione ambientale e provare a capire come evitarla. la maggior parte giuovini, ma anche qualche vecchio, proviamo a parlarne perché in qualche modo cerchiamo di scongiurarla. proviamo a parlarne con chi quei territori li vive, e nessuno dice loro quello che succederà, anzi, già succede. per quanto nominalmente sia centrato contro i progetti petroliferi, il campeggio, le chiacchiere, i concerti, parlano anche di eolico selvaggio, centrali energetiche assurde: turbogas, ma sopratutto, nell’immediato, monte alto, piattaforme logistiche ed altre boiate varie il cui unico senso si definisce: speculazione. cioè, c’è un’impresa privata che vuole scavare un buco di una decina circa di chilometri sotto le colline, non per produrre più energia, ammesso e non concesso che questo sia un obiettivo commendevole, ma per lucrare sulla differenza di prezzo tra il momento di produzione e quello di vendita. come i ladri di pisa, e pare nessuno sia interessato alla distruzione ambientale che tutto questo comporta.

dovrei ora attaccare un pippone sterminato su vocazione territoriale, modello economico (oh, per carità, piantiamola di parlare di sviluppo: a furia di svilupparsi, qualunque organismo implode, figurasi in condizioni di risorse date)? no. né voi, né, più modestamente, io, abbiamo tanto tempo da perdere dietro cose che conosciamo tutti. come conosciamo i dati della disoccupazione, dell’emigrazione, di quelli che vanno a mangiare alla caritas, dei letteralmente senza casa. chiudiamo serenamente gli occhi, fin quando arriveranno trasferimenti statali, pensioni, occupazioni ‘pubbliche’, eccetera, tiriamo a campare. durerà massimo altri due decenni, poi qui sarà il deserto.

ma il mio punto vorrebbe essere un altro, cioè: il ceto dirigente locale, che cosa starebbe facendo? parlo degli intellettuali. appresso a quali uccelli volano? fate grandi scuole di filosofia, eccellente, immagino, ma declinate l’idea deteriore di filosofia, quella per cui il filosofo guarda il cielo e casca nei fossi. parlo di stampa, giornalisti, media, comunicazione. senza manco infierire sulla padronanza dell’abc della grammatica, ma davvero pensate che il problema di questa città sia la prostituzione? si può mettere una faccina ridente in un articolo di giornale? e il ceto politico, come si dice, ora, bipartisan? di che preferiamo parlare, del sindaco che persegue il fantascientifico progetto di trasformare la città in una specie di magazzino, leggasi piattaforma logistica, o di tutti i politici di spicco, si fa banalmente per dire, de girolamo, abbate, aceto, izzo, colasanto, e continuate voi, niente di personale, sono solo i primi venuti in mente, che non dicono mezza parola sui progetti di estrazione petrolifera in quella che i nostri nipoti avrebbero potuto ricordare come la terra del vino, ma non lo faranno, perché i nostri figli e nipoti nasceranno e cresceranno altrove, perché voi possibili genitori sarete costretti ad emigrare? ma, insomma, sarà mai possibile che il partito politico, ed i suoi esponenti, che comanda tutto in città e provincia, non abbiano mai, e rafforzerei il mai, convocato un’assemblea, un direttivo, un attivo, non so manco più come li chiamino, per dire alla gente, e la chiamo gente perché popolo più non siamo da un pezzo, guardate che ci sono questi progetti di estrazione di petrolio, ne volessimo parlare?

in mezzo ad una morra di moralisti d’accatto, disadattati intellettuali che si scandalizzano per un bacio, e non è manco omofobia, ma proprio sessuofobia, e poi giù titoli sulla prostituzione, l’unica è armarsi. non stiamo manco a parlare di crisi della rappresentanza politica, però ricordo un esilarante intervento pubblicato in questo giornale, per cui i centri sociali dovrebbero fare i conti con l’idea di violenza. lo facciamo, giorno dopo giorno. a che pro parlare delle mazzate selvagge che prendiamo, da genova 2001 in poi? le prendiamo e ce le accusiamo. generalmente non in ospedale, perché lì oltre che mazziati ci corneano pure. facciamo i conti con la violenza del capitale minuto dopo minuto. come commesse di supermercato pagate già nominalmente una miseria, e pure poi costrette a firmare una busta paga falsa. come donne ed uomini portatrici di una capacità intellettuale impressionante, e perciò costretti a fare la fame. come giovani che non possono pensare ad un futuro che gli è stato cancellato, ed invece di trastullarsi un pargolo tra le braccia devono arrabattarsi tra uno stipendio ridicolo e la pensione della nonna, finché campa.

questa è la violenza con cui ogni giorno tocca fare i conti. nessuno, ripeto: nessuno, ha aperto bocca quando il sindaco ha chiamato il reparto celere da napoli, per consentire ai signorotti locali di deliberare senza problemi sul regalo dei beni pubblici a probabili speculatori privati. non i politici, non gli intellettuali, né tanto meno i sindacati. armarsi rimane oggettivamente l’unica. solo per amore di chiarezza, concluderò specificando che la mia arma è la nonviolenza, generalmente mal intesa come non conflittuale. sciopero, riappropriazione dei beni comuni, resistenza passiva. in qualche maniera, tutti noi dovremo riprendere nelle nostre mani il nostro destino.

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(N.B. = Le “maiuscole” sono scappate via per espressa volontà dell’autore…)

(Tratto da Sanniopress.it)

venerdì 29 agosto 2014

Rimesse ed emigrazione, ciò che la politica fa finta di non vedere

Nel libro "Modernizzazione e arretratezza in una comunità del Sannio", scritto la bellezza di quasi vent'anni fa, alla fine del capitolo sull'emigrazione mi chiedevo che fine avrebbe fatto il nostro comune una volta che sarebbero terminate le rimesse degli emigranti.

Ascoltate cosa dice il presidente della Svimez Adriano Giannola nella sua relazione al convegno internazionale “La nuova emigrazione italiana” che si è svolto oggi all’Università Ca’ Foscari di Venezia.

“In base ai dati SVIMEZ, il 64% dei cittadini meridionali, oltre due su tre, che nel 2011 hanno lasciato il Mezzogiorno per una regione del Centro-Nord aveva un titolo di studio medio-alto, diploma o laurea. Il Sud continua quindi a sostenere i costi del suo capitale umano qualificato ma a impoverirsi esportandolo in senso univoco, cioè senza ritorno. E le rimesse di un tempo che i lavoratori meridionali al Nord mandavano a Sud oggi non ci sono più, anzi: pare che viaggino nella direzione opposta. Visto che la crescita prevista per il 2014 non presenta segnali incoraggianti, attendiamo dal nuovo Governo misure decisamente robuste per tamponare questa deriva”.

Non ho nessuna palla di vetro, la previsione era semplicemente frutto di un'analisi socioeconomica, che la politica fa finta di non vedere.

mercoledì 27 agosto 2014

Ricerche petrolifere, Abbate (PD) invita i sindaci sanniti ad unirsi all'azione dei colleghi irpini

Contro i permessi alle ricerche di idrocaburi, anticamera delle trivellazioni petrolifere, occorre un'azione sinergica di Sannio e Irpinia. In merito al progetto "Case Capozzi", la consigliera regionale Giulia Abbate (Pd) invita i sindaci sanniti a proseguire quanto già avviato dai colleghi irpini del Forum Pd "Ambiente & Comunità", inviando al Ministero dell'Ambiente una lettera dove si evidenziano i rischi che tale attività estrattiva comporterebbe per le aree interne della Campania. 

Per agevolare l'azione congiunta, la consigliera Abbate ha inviato il documento preimpostato e una nota ai sindaci di Foiano di Val Fortore, Molinara, Montefalcone di Val Fortore, Castelfranco in Misciano, Ginestra degli Schiavoni, San Giorgio la Molara, Buonalbergo, Pago Veiano, Pesco Sannita, Fragneto l'Abate, Fragneto Monforte, Benevento, Pietrelcina, Paduli, Sant'Arcangelo Trimonte, Apice, San Nicola Manfredi e San Giorgio del Sannio. Allo stesso tempo la presidente della Commissione Trasparenza ha inviato una lettera al ministro Galletti, a sostegno delle comunità locali.

"La costruzione di un'azione trasversale ed inclusiva - scrive Abbate ai primi cittadini - in grado di mettere insieme tutti i Sindaci coinvolti, sia sul versante sannita sia su quello irpino, risulta imprescindibile se si intende scongiurare il pericolo del progetto "case Capozzi", reso pesantemente concreto con il rilascio dell'autorizzazione della Regione Campania nell'ormai noto blitz di ferragosto.

A tal fine e con lo specifico intento di incoraggiare e favorire un'azione coordinata e condivisa, allego una bozza di lettera al Ministero dell'Ambiente che auspico Tu possa inoltrare, laddove ne condividessi obiettivi e contenuti, con ogni celerità. La medesima bozza è tra le mani dei Sindaci irpini, alcuni dei quali hanno già affrettato le procedure di spedizione.

La lettera reca una richiesta al Ministero affinché su "case Capozzi" e non solo si attivi, da parte di soggetti terzi rispetto a quelli regionali, una valutazione dei possibili danni ambientali. Tali possono essere l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)".

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lunedì 25 agosto 2014

Primo camping No Triv: incontro a fine mese

di Leonardo Bianco

Appuntamento a Morcone a fine mese per in No Triv sanniti. Il movimento contro i progetti di trivellazione si ritroverà nella cittadina dell’Alto Tammaro dal 26 al 31 agosto per discutere e confrontarsi sui temi dell’ambiente e la sua tutela messa a rischio dall’aggressione dei petrolieri ai danni dei territori delle aree interne come il Tammaro e il Fortore con la complicità di Stato e Regione.

“Sarà un camping – sottolinea uno dei promotori dell’iniziativa, il geologo Vincenzo Amato – per trovare un momento di sintesi tra tutte le associazioni ambientaliste che operano sul territorio sannita. Un evento già pensato e organizzato prima delle ultime decisioni della Regione Campania di autorizzare le indagini esplorative relative al progetto Case Capozzi, il quale interesse molti comuni dell’Alto Tammaro e del Fortore. Un confronto che alla luce degli ultimi sviluppi assunti dalla questione assume un valore ancora più importante”.

Un incontro con l’obiettivo di raccordare azione e promuovere proposte e iniziative comuni contro l’aggressione al patrimonio ambientale del Sannio. Al centro del dibattito dunque ci sarà la tutela dell’ambiente dalle trivellazioni. Ma si discuterà anche di bonifiche e soprattutto di lotta unitaria per la salvaguardia del territorio. Quattro giorni di discussioni, seminari e confronto dove il tema centrale però sarà il contrasto ai progetti di ricerca di idrocarburi.

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