sabato 12 ottobre 2013

Il Ministero De Girolamo e le nomine dei sanniti: piovono attacchi


Un commercialista sannita a capo della SIN srl con il compito di gestire e sviluppare il Sistema Informativo Agricolo Nazionale, quale sistema di servizi complesso ed interdisciplinare a supporto delle competenze istituzionali del comparto agricolo, agroalimentare, forestale e della pesca. (Per continuare a leggere clicca qui sotto)

Il Ministero De Girolamo e le nomine dei sanniti: Alla SIN arriva Antonio Tozzi e piovono attacchi
www.ilquaderno.it

mercoledì 9 ottobre 2013

S. Bartolomeo, il circolo Pd esce dal Coordinamento Alto Sannio: "Organismo antidemocratico"

Il Circolo PD di San Bartolomeo in  Galdo esce dal Coordinamento dei Circoli ‘Pd Alto Sannio’. “L’assemblea del Circolo Pd di San Bartolomeo in Galdo ha ufficializzato l’uscita dal coordinamento ‘Pd Alto Sannio”. Ad annunciarlo Lucia Nappa, coordinatrice del Circolo PD di San Bartolomeo in Galdo. (Per continuare a eggere clicca qui sotto) 

S. Bartolomeo in Galdo, il circolo Pd esce dal Coordinamento Alto Sannio: "Organismo antidemocratico" | Fortore | news | NTR24 - l'informazione sul web

martedì 8 ottobre 2013

Baselice testimonial del comitato "No Lombroso"

Il Comune di Baselice ha dimostrato una forte sensibilità rispetto alla mia proposta di diventare testimonial del Comitato no Lombroso, al quale il sottoscritto ha aderito da qualche mese. Infatti, il 2 ottobre scorso il consiglio comunale ha votato l'adesione al comitato tecnico scientifico, che ha l'obiettivo di far chiudere per sempre il vergognoso museo di Torino intitolato a Cesare Lombroso, dove il criminologo veronese sperimentò le sue teorie razziste nei confronti dei meridionali. Un sincero ringraziamento va al sindaco Canonico per l'impegno profuso. Qui sotto riportiamo l'articolo uscito nei giorni scorsi su Ottopagine-Benevento

Il Comune di Baselice aderirà al comitato tecnico scientifico “No Lombroso”. Lo farà a breve portando l’argomento in consiglio comunale. Nei giorni scorsi, infatti grazie all'iniziativa di Antonio Bianco giornalista di Baselice e membro del comitato, è stata protocollata una lettera nella quel si chiede all'amministrazione di diventare testimonial dell’associazione.

Il Comitato nasce nel 2010 come reazione alla riapertura a Torino del museo intitolato a Cesare Lombroso che ha come fine quello di tornare a sottolineare il disvalore scientifico delle teorie criminologiche e di arbitraria devianza sociale, come sostenute dall'ufficiale medico aggregato all'esercito piemontese.

Cesare Lombroso a seguito dei rivolgimenti post-unitari, “ne approfittò – si legge nella lettera invito - per avanzare basse speculazioni sulla popolazione meridionale, in spregio della radice unitaria che avrebbe dovuto realizzare fin da subito la coesione territoriale e sociale della nazione. Proprio in Calabria, il falso ricercatore avviò uno studio criminologico sulle popolazioni locali, giungendo ad indagare un improbabile rapporto delinquenziale tra linguaggio, usi, modo di vestire e le caratteristiche fisiche dei residenti. Non contento di quanto già provocato ai danni di un paritario sviluppo del Paese, rientrato nella vita civile e rivestendo incarichi universitari a Pavia, Cesare Lombroso ebbe occasione di osservare in carcere Giuseppe Villella, calabrese di Motta Santa Lucia, sospettato di brigantaggio. Quando il Villella morì, nel 1864, a Lombroso fu consentito di procedere all'autopsia del cadavere, riteniamo con scarso rispetto della normativa all'epoca vigente. L'esame anatomico del cranio, nello specifico, rivelò un'anomalia classificata dal clinico veronese come «fossetta occipitale mediana», ovvero l'«illuminazione» attesa da anni, come ebbe premura di divulgare: Alla vista di quella fossetta mi apparve d'un tratto come una larga pianura sotto un infinito orizzonte, illuminato il problema della natura del delinquente, che doveva riprodurre ai nostri tempi i caratteri dell'uomo primitivo giù giù fino ai carnivori...”.

“Il cranio di Giuseppe Villella, - continua la missiva indirizzata al sindaco - ben individuabile tra centinaia di reperti ossei di varia provenienza, tra cui i resti di molti «briganti» meridionali uccisi in battaglia o deceduti in prigione, si trovi tuttora esposto, con grande evidenza, in quello che inizialmente era il museo privato Cesare Lombroso. Fatto proprio, successivamente, dall'Università di Torino, che allestì un fantomatico museo psichiatrico e criminologico, comprendente crani, scheletri, cervelli e macabri oggetti di vario tipo, tra cui maschere in cera, calchi in gesso, foto di volti di individui, anche di fanciulli, con precise etichette di condotte sociali devianti, riportanti scrupolosamente anche il luogo di nascita dei soggetti esposti. Si può immaginare, a questo punto, quale danno ne derivi per i territori d'origine del Villella, allorché i visitatori, dopo aver pagato perfino un ticket, scoprono di trovarsi di fronte, osservando impudicamente quel teschio, al prototipo del criminale per natura...”.

“Nel quadro appena delineato, il Comitato tecnico scientifico "No Lombroso" si propone di svolgere la sua attività a difesa dei più alti valori umani, - sottolinea il giornalista Antonio Bianco - avverso qualsiasi forma di discriminazione, sollecitando un disegno di legge che metta al bando la memoria di uomini colpevoli direttamente o indirettamente di delitti connessi con crimini di guerra o di razzismo. Questa sentita attività è convalidata dal sostegno di numerose personalità della cultura e delle istituzioni, che hanno aderito al Comitato in qualità di prestigiosi testimonial. Per questo ho ritenuto importante anche l’amministrazione Canonico aderisse al Comitato”, ha concluso Bianco.

(tratto da Ottopagine/Benevento)

domenica 6 ottobre 2013

Baselice e la protezione civile

Presso la Sala Consiliare del Comune di Baselice, si e’ svolta ieri pomeriggio la presentazione pubblica, a cura del Nucleo di Protezione Civile di Pesco Sannita, dell’ avvio dei lavori per la realizzazione dei Piani Comunali dei Comuni di Baselice, Foiano Valfortore e Castelvetere Valfortore.

Erano presenti in rappresentanza del Comune di Baselice il V.ce Sindaco Giuseppe Ferro con il Consigliere delegato alla Protezione Civile Michele Bianco, il Sindaco di Castelvetere VF Luigi Iarrossi , ed il Sindaco di Foiano Valforte Dott. Michelantonio Maffeo, ed il responsabile del procedimento Comandante dei Vigili Urbani Mar. Leonardo Cece. Per il Nucleo di Protezione Civile – Centro di Formazione per la Protezione Civile “ Antonio Barone”, erano presenti il Sindaco di Pesco Sannita Antonio Michele, il Coordinatore dell’ Ente Carlos A Sorrentino e lo staff Tecnico del Nucleo diretto dall’ Ing. Roberto De Toma e composto dall’ Ing. Michelina del Grosso, Dott. Panarese Giovanni, Geol.Piero La Brocca, Arch. Giovanni Della Monica, Arch. Giandomenico Inglese, dai Geom. Luca Iacoviello ed Emiddio Santarcangelo.

Dopo i saluti di rito, l’ing. Roberto De Toma, ha aperto i lavori precisando che Il presente Piano Comunale costituisce lo strumento-guida per la risposta coordinata del Sistema locale di Protezione Civile a qualsiasi tipo di situazione di crisi o di emergenza avvalendosi delle conoscenze e delle risorse disponibili sul territorio. Il Piano sarà redatto in osservanza della normativa nazionale e regionale di settore ed in conformità con le “Linee Guida per la predisposizione dei piani di emergenza provinciali e comunali” emanate dalla Regione Campania. La novità è che al consueto e tradizionale” PEC cartaceo”, sarà fornito ai comuni anche un Piano di Emergenza Comunale un avanzato software per l’ elaborazione e gestione delle emergenze. Novità questa, che vedrà coinvolti per la prima volta dei comuni nel Sannio e precisamente Baselice, Castelvetere VF, Foiano VF e Pesco Sannita.

Esso fra l’ altro potrà rappresentare, ha continuato l’ ing. Roberto De Roma, un valido supporto di interscambio di informazioni per le risorse presenti sui singoli comuni in caso di emergenza. L’approccio nell’uso di questo piano dovrà essere altamente dinamico, ovvero, partendo dalle informazioni e dalle procedure di base inserite, si dovrà individuare e attuare la miglior strategia per il raggiungimento degli obiettivi prioritari previsti in caso di emergenza, ossia garantire l’incolumità delle persone, il soccorso e l’assistenza alla popolazione, la tutela dei beni e dell’ambiente e il ripristino delle condizioni precedenti all’evento. In conclusione questo documento vuole essere una guida per l’Amministrazione nell’interazione con le strutture Uno degli aspetti di maggiore importanza risiede nell’ integrazione tra lo strumento informatico di data entry (software Azimut ‐ SRD) e la pianificazione comunale. Questo livello di integrazione consente un notevole risparmio di risorse, e attraverso l’acquisizione delle informazioni territoriali, permette di poter disporre di un sistema pienamente operativo e condiviso a tutti i livelli. Sono seguiti gli interventi del Dott. Giovanni Panarese , che ha illustrato la parte normativa, e quelli dell’ Ing. Michelina Del Grosso e del Geom: Luca Iacoviello riguardante l’ illustrazione dl software Azimut.
Google