giovedì 26 aprile 2012

La Resistenza del Fortore, l'appello del Sindaco di Castelvetere: “Qui si sopravvive. Non lasciateci senza diritti”

(Ntr24.tv) - Dopo le dichiarazioni rilasciate dai vertici dell'Etac srl al nostro portale, è intervenuto con un commento il sindaco di Castelvetere in Valfortore, Luigi Iarossi. Dal primo maggio anche gli abitanti del suo paese dovranno affrontare i disagi derivanti dalla soppressione di due corse degli autobus.

“Le ragioni e le motivazioni dell'ETAC - scrive il Sindaco - sono pienamente da condividere, d'altra parte c'è un detto: “senza soldi non si cantano messe”. In questo periodo di crisi è anche vero che bisogna tagliare la spesa pubblica (ovviamente dovrebbe essere eliminata quella inutile, che ce n'è tanta!), ma perché poi sempre a scapito dei più deboli, dei meno fortunati, delle zone più svantaggiate, delle aree più isolate come quella del Fortore?

Se dal primo maggio prossimo saranno soppresse le corse di cui si parla, quanti studenti non potranno frequentare le scuole secondarie di secondo grado di San Bartolomeo in Galdo? Quanti cittadini avranno difficoltà a recarsi a San Bartolomeo in Galdo per le varie necessità primarie (ASL, Agenzia delle Entrate, Carabinieri, Guardia di Finanza, Comunità Montana, etc.)? Saranno pochi? Ma questi pochi hanno gli stessi diritti che hanno tutti gli altri cittadini italiani?

Evidentemente hanno solo doveri, devono pagare le tasse come tutti gli altri, ma non il diritto di usufruire di un servizio pubblico che, se pur economicamente svantaggioso (come tanti altri servizi e addirittura tanti enti inutili che nessuno pensa di sopprimere), deve esser posto a carico della spesa pubblica. Ho letto che l'Assessore Provinciale ing. Gianvito Bello si dichiara soddisfatto per l'approvazione del Piano Trasporto Pubblico e ringrazia tutti, ma detto Piano risolve il problema di cui stiamo parlando? Voglio sperare di sì. In ogni caso faccio appello a tutte le autorità, alla loro buona volontà e sensibilità, per impedire la soppressione delle corse di TPL proposte dall'ETAC, con decorrenza primo maggio 2012, al fine di non peggiorare sempre di più la già grave condizione di vita della gente del Fortore che non vive, ma sopravvive.”


Una lettera che arriva in un giorno particolare: il 25 Aprile. Nelle piazze con striscioni, canti e bandiere rosse si rende giustamente omaggio al sacrificio dei nostri partigiani, alla Resistenza. Ma esiste un'altra resistenza, che esce dalle pagine dei libri di storia e si nasconde tra le colline, lontano dallo sguardo della città. Lì nel Fortore, terra isolata, emarginata, vessata, ancora oggi si resiste all'avanzata di un nemico che non è vestito con una camicia nera, ma si nasconde dietro la crisi, i tagli, l'economia, e di numeri. I numeri non sono con i cittadini delle alte colline sannite. Sono pochi, "sono di serie B", come scrive il sindaco di Castelvetere. Voci che arrivano flebili all'orecchio già sordo della politica, dei decision maker. In una terra dove "non si vive, ma si sopravvive", la resistenza è tutti i giorni. Non solo il 25 aprile.

E.F.

(www.ntr24.tv)

lunedì 23 aprile 2012

Non possono prenderci per i fondelli: facciamolo capire a questi beneventani

Il sindaco del Comune di San Bartolomeo in Galdo, Vincenzo Sangregorio, ha inviato una lettera si sindaci di Baselice (Domenico Canonico), Castelvetere in Valfortore (Luigi Iarossi) e di Foiano Valfortore (Michelantonio Maffeo) invitandoli a fare adottare, dai rispettivi consigli comunali, la stessa delibera votata, tempo fa, da quello di Colle Sannita, per far passare i quattro comuni dalla provincia di Benevento a quella di Campobasso, dalla Campania al Molise.

La missiva è scritta in maniera informale, non su carta intestata ed è addirittura firmata semplicemente ‘Enzo’. Prende spunto dalla recente inaugurazione del nuovo tratto della statale Fortorina che ha allungato di qualche chilometro la percorribilità dell’arteria, da Benevento, fino a Pesco Sannita. In quell’occasione Sangregorio e altri inscenarono una protesta contro l’incongruità della costruzione della strada che, anziché cominciare a migliorare la pessima viabilità dei paesi dell’alto Fortore, cioè, anziché partire da San Bartolomeo in Galdo in direzione Benevento, è stata fatta partire all’incontrario.

Il sindaco Sangregorio, perciò, chiede ai tre omologhi dei paesi confinanti di iniziare un’azione comune per portare le loro comunità nel Molise e aggiunge caustico “se non altro, per far capire a questi beneventani che non ci stiamo più a farci prendere per i fondelli”.

Di seguito la lettera del sindaco di San Bartolomeo in Galdo.
Lettera ai Sindaci del Vero Fortore:

Carissimi amici, non so voi, ma io più ci penso e più mi sento preso in giro da quello che è successo a quella inaugurazione-farsa! Una passerella che si poteva, doveva evitare. Qual è stato il senso di tutto quello che è successo? Non vi siete sentiti offesi? L’unica cosa che mi viene in mente… Non posso dirla.

E i numeri? Cosa ne dite dei numeri? 4,3km a 25 milioni di euro! Per quali vantaggi? Quanti minuti risparmiano per raggiungere il capoluogo i cittadini di Pesco Sannita? Appena posso, li cronometro! Sia bene inteso: a me fa piacere che i cittadini di Pesco, San Marco possano avere una strada migliore che li colleghi al Capoluogo. L’unica cosa che proprio non mi va giù è quell’inaugurazione. Un’offesa per tutti noi cittadini del Fortore.

In questi giorni ho contattato il collega di Colle Sannita, Giorgio Nista, e mi sono fatto inviare la delibera di Consiglio con la quale hanno cominciato il percorso per l’annessione al Molise. La strada è lunga e non facilmente percorribile per via del referendum, comunque, io avrei intenzione di seguirla. Se non altro, per far capire a questi beneventani che non ci stiamo più a farci prendere per i fondelli. Sarebbe un bello smacco se tutti i nostri Comuni adottassero la stessa delibera di annessione al Molise. Che ve ne pare? Fatemi sapere. A presto.

Enzo

www.sanbartolomeo.info
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