domenica 30 dicembre 2012

L’assalto delle compagnie petrolifere e il silenzio di Luca Colasanto

di Billy Nuzzolillo

Con un avviso pubblicato sul Burc del 24 dicembre la Regione Campania ha reso noto che la Commissione di Via (Valutazione Impatto Ambientale) ha dato il via libera alle trivellazioni petrolifere nella provincia di Benevento.

Il parere, dunque, segue quelli già espressi della Commissione V.I.A., V.A.S. e V.I. nelle sedute del 2 agosto e del 30 ottobre. Il progetto “Intervento di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma denominato Valle Spaccata in vari Comuni della Provincia di Benevento” è stato presentato dalla società inglese Delta Energy Ltd e riguarda, dunque, una delle tre zone individuate nel Sannio per le ricerche petrolifere: oltre a “Valle Spaccata” sono, infatti, ancora in piedi i due iter per la ricerca di idrocarburi in zona “Nusco” e “Santa Croce”.

I comuni interessati alle trivellazioni sono: Baselice, Campolattaro, Casalduni, Castelpagano, Circello, Castelvetere di Valfortore, Colle Sannita, Foiano in Val Fortore, Fragneto l’Abate, Fragneto Monforte, Molinara, Morcone, Pago Veiano, Pesco Sannita, Pontelandolfo, Reino, San Giorgio la Molara e San Marco dei Cavoti.

Come ricorda il giornalista Pietro Dommarco, “il 4 giugno 2012 in un documento l’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha affermato che il fracking utilizzato per estrarre gli idrocarburi da scisti e sabbie bituminose è molto invasivo del territorio, ma è soprattutto ad altissimo consumo di acqua e molto inquinante del suolo e delle falde idriche del sottosuolo” e “può provocare anche micro terremoti”. Un tema divenuto d’attualità in seguito al terribile sisma che nel mese di maggio ha colpito l’Emilia Romagna.

Una regione, quest’ultima, che dalla fine dell’Ottocento ad oggi ha assistito alla perforazione di 1.697 pozzi, configurandola come il territorio più trivellato d’Italia. Sovrapponendo la mappa sismo-tettonica dell’Emilia -Romagna con la carta delle concessioni e dei permessi di ricerca di idrocarburi vigenti, ci si rende conto che la maggior parte di queste autorizzazioni incide su faglie attive. E il Sannio, si sa, è una delle zone a maggiore rischio sismico della Campania.

Sempre Dommarco ha recentemente ricordato che “mentre negli Stati Uniti il fracking è sotto accusa per aver provocato eventi di micro-sismicità in Ohio ed in Texas, e mentre Francia, Germania e Inghilterra hanno dichiarato fuorilegge la fratturazione idraulica o stanno discutendo sul suo divieto, in Italia si sviluppano progetti dagli elevati costi ambientali e rischi per le falde idriche”.

Senza dimenticare, infine, che l’ultimo rapporto Istat ha inserito il Texas d’Italia, ovvero la Basilicata, ai primi posti per mortalità da tumori, con percentuali che superano la media nazionale. Tumore allo stomaco, al colon, al fegato, alla laringe, ai polmoni, alla pleura, alla vescica e patologie cardio-respiratorie in aumento, come è possibile leggere nella relazione di attività del Registro tumori Basilicata Ircss-Crob.

In particolare, la leucemia mieloide non ereditaria fa registrare notevoli incrementi nella Val d’Agri del petrolio. Tra le cause si sa, oltre al fumo delle sigarette, si annoverano le esposizioni al benzene, sostanza contenuta nel petrolio e nelle benzina. Una forma di leucemia, dunque, maggiormente giustificabile in centri urbanizzati e con forte inquinamento atmosferico che non in aree depresse e poco popolate, come appunto la Val d’Agri (che tanto somiglia alle aree del Sannio interessate alle trivellazioni).

Dati che, dunque, impongono una seria riflessione e che, oltretutto, mal si conciliano con il generale disinteresse che in questi giorni ha accompagnato la notizia del via libera della Regione Campania all’assalto che le compagnia petrolifere si apprestano a fare nel Sannio.

Vero, consigliere Luca Colasanto? Eppure lei, oltre ad essere originario di Baselice (territorio interessato alle trivellazioni) ed essere uno strenuo difensore dei territori sanniti rispetto all’assalto delle lobby dell’eolico, è anche il presidente della Commissione Regionale Ambiente, Energia e Protezione Civile. Come mai non interviene?

www.sanniopress.it

sabato 29 dicembre 2012

Petrolio nel Sannio, la Provincia ricorrerà al Tar. I cittadini: 'Una condanna a morte'

Si parla di rilancio dell'agricoltura, di scommessa della green economy, del grande progetto della diga di Campolattaro. Poi ecco che la Regione Campania decide di favorire la società inglese "Delta Energy" per le trivellazioni petrolifere in 19 comuni del Sannio.

E' una mattina strana per i cittadini delle zone interessate dalle possibili trivellazioni petrolifere. Molti sono preoccupati ed hanno come riferimento lo scempio della Val d'Agri, in Basilicata, dove da oltre un decennio la ricerca di idrocarburi (in quel caso da parte dell'Eni) ha stravolto il quotidiano di piccoli centri lucani (Viggiano su tutti) con vantaggi praticamente nulli per le comunità locali. Proprio quello che potrebbe succede tra qualche mese nel Sannio.

E' molto rammaricato l'assessore all'ambiente della Provincia di Benevento, Gianluca Aceto, che da mesi ha messo in guardia i primi cittadini dei comuni interessati: molti di loro hanno firmato le delibere comunali contro qualsiasi autorizzazione a "scavare" alla ricerca di petrolio.

Potrebbe non bastare dopo che la Regione Campania, a fari spenti e con un decreto dirigenziale spuntato il giorno della Vigilia di Natale sul Burc, ha dato di fatto il via libera alla multinazionale inglese: "E' sicuramente un punto a favore per loro - ha commentato Aceto - ma quello che più mi sconforta è che la Regione Campania ha avuto al riguardo un atteggiamento misterioso, non inviandoci mai la documentazione che da mesi abbiamo richiesto. E' ovvio che c'è da reagire subito anche se la partita è tutta in salita: prima di tutto faremo immediato ricorso al Tar. Vale un po' lo stesso discorso fatto per scongiurare la realizzazione della centrale turbogas. Poi è chiaro che bisogna avere un colloquio risolutivo con i vertici regionali".

Strada in salita, afferma l'assessore, come in salita sono le strade della maggior parte dei comuni coinvolti nella "ricerca dell'oro nero". In salita e dissestate. Il gap infrastruttuale dei paesi del Fortore e del Tammaro è sotto gli occhi di tutti: se ne discute da decenni ma il risultato è scadente: "Immaginatevi un po' il traffico di autocisterne su queste strade - ci confida preoccupato Giuseppe, un cittadino di Molinara - e senza il minimo controllo".

In Basilicata, proprio per questo motivo, si sono avuti incidenti gravissimi con rovesciamenti di tir e fuoriuscite di petrolio. Intaccate, forse per sempre, falde acquifere e torrenti, persino un lago montano: "E' assurdo pensare ad una cosa del genere - dichiara un altro cittadino di Molinara nei pressi di un bar - tra qui e S.Giorgio la Molara siamo pieni di falde acquifere, anche per questo motivo non sono mai riusciti a fare una discarica per i rifiuti. Stanno mettendo gli occhi su questo territorio da decenni, questo è l'ennesimo attacco e, secondo me, è il più pericoloso".

Proprio a S.Giorgio La Molara c'è un laghetto montano. Stasera in paese c'è il "Natale a La Terra", una festa tradizionale molto sentita e partecipata: "Altro che pale eoliche - ha tuonato un cittadino - qua rischiamo di mettere in pericolo la nostra salute. Questa è una zona dove tira tanto vento, è una vallata aperta. Vogliono forse avvelenarci con etilene e altre schifezze come hanno fatto in Val d'Agri? Cos'è una condanna a morte?".

La Basilicata è l'esempio. Non bisogna andare lontano per immaginare gli effetti che un insediamento del genere può provocare all'entroterra sannita: "Proprio sul vostro portale - ha continuato Marco, residente a Pago Veiano - ho letto i programmi dei candidati e delle candidate di centrosinistra. Tutti parlano di rilancio all'agricoltura. Come pensano di rilanciarla l'agricoltura? Con le trivelle? In questi paesi l'unica vera ricchezza è la zootecnia, abbiamo allevamenti di carne marchigiana in ascesa, indiviati da altre realtà e questi pensano al petrolio".

Per gli intervistati insomma, la ricerca di idrocarburi è un inganno: "Non porterà ricchezza - aggiungono - sarà peggio dell'eolico, si arricchiranno solo in pochi. Almeno l'eolico è energia pulita, questo invece è veleno per le nostre terre, per i nostri figli e per il nostro futuro". La speranza di Marco è proprio quella di un interessamento al problema degli imprenditori della cosidetta, energia pulita: "Credo che a loro non dovrebbe far piacere avere in questi territori, una multinazionale pronta a lavorare a colpi di trivella. Spero in un loro intervento al fianco delle amministrazioni e dei cittadini".

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venerdì 28 dicembre 2012

Trivellazioni petrolifere in 19 comuni del Sannio, ecco quali sono

Prima la scoperta di un'associazione, poi il fronte comune lanciato in Provincia. Ma potrebbe non bastare. Con un avviso pubblicato sul Burc della Regione Campania del 24 dicembre 2012, viene comunicato che la Commissione di Via (Valutazione Impatto Ambientale) ha dato il via libera per le trivellazioni petrolifere nella provincia di Benevento.

E' arrivato infatti il parere favorevole di Via integrata con la Valutazione d'incidenza "su conforme giudizio della Commissione V.I.A., V.A.S. e V.I., espresso nelle sedute del 2 agosto 2012 e del 30 ottobre 2012 per il al progetto "Intervento di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma denominato "Valle Spaccata" in vari Comuni della Provincia di Benevento" proposto dalla società "Delta Energy Ltd", con sede legale a 43 Park Crescent, Brighton, East Sussex BN2 3HB, Regno Unito. Si tratta di una delle tre zone individuate nel Sannio per le ricerche petrolifere: oltre a "Valle Spaccata" sono ancora in piedi i due iter per la ricerca di idrocarburi in zona "Nusco" e "Santa Croce".

Oltre a quella della "Delta Energy", le istanze presentate presso il Ministero dello Sviluppo Economico risulterebbero essere: 1) Istanza della Soc. Italmin exploration s.r.l. presentata il 18/07/2002 al Ministero Sviluppo Economico per il rilascio del permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi denominato convenzionalmente “Nusco”; 2) Istanza della Soc. Sviluppo risorse naturali s.r.l. presentata il 16/11/2005 al Ministero Sviluppo Economico per il rilascio del permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi denominato convenzionalmente “Santa Croce”.

I comuni sanniti sono Baselice, Campolattaro, Casalduni, Castelpagano, Circello, Castelvetere di Valfortore, Colle Sannita, Foiano in Val Fortore, Fragneto l’Abate, Fragneto Monforte, Molinara, Morcone, Pago Veiano, Pesco Sannita, Pontelandolfo, Reino, San Giorgio la Molara e San Marco dei Cavoti.

Nessuna battaglia vinta, ma i ricercatori di idrocarburi hanno di sicuro messo in cascina un punto importante dalla loro parte. La questione "petrolio" totalmente sconosciuta nella provincia beneventana, è stata sollevataper la prima volta dal comitato "No Luminosa" che venne a conoscenza di recenti concessioni di trivellazioni nel Sannio, regolarmente rilasciate dalla Regione Campania. La prima presa d'atto risale allo scorso giugno quando si riunì la Prima Commissione Consiliare su iniziativa del vicepresiente del Consiglio Provinciale, Giuseppe Lamparelli: alzata la guardia sono arrivate le prime mosse ufficiali con la richiesta, da parte dell'assessore provinciale Gianluca Aceto, di accedere agli atti sulle concessioni per le esplorazioni di idrocarburi nel Sannio.

Successivamente furono informati anche tutti i sindaci dei comuni sanniti. Da giugno ad oggi qualcosa si è mosso, ma non a Napoli. In un'intervista rilasciata a "Il Quaderno.it" lo scorso novembre, Aceto affermò di aver più volte sollecitato la Regione Campania senza mai avere una risposta concreta visto che "non ci sono stati ancora inviati i documenti richiesti". Diversa è la situazione nei comuni sanniti a rischio trivellazioni: "Va dato atto del grande impegno delle realtà locali - sostenne l'assessore provinciale - molte amministrazioni si sono schierate contro presentando le delibere, stessa cosa vale per la Comunità Montana del Fortore. Il fronte del no è attivo, ci siamo riuniti a San Marco dei Cavoti in un consiglio comunale aperto". Tutto questo però potrebbe non bastare, dopo il punto a favore della "Delta Energy Ltd".

Negli stessi giorni invece proprio sul tema della trivellazioni petrolifere, un'altra regione, la Lombardia, ha invece deciso lo stop alle ricerche di petrolio in Lomellina. L'assessore all'ambiente della regione Lombardia Leonardo Salvemini ha dichiarato in proposito che "Il primo parametro per tutte le nostre valutazioni è la tutela dell'ambiente e della salute dei nostri cittadini". Vedremo quale sarà la prossima mossa della Regione Campania: magari qualcosa in più potrà fare il consigliere regionale sannita Luca Colasanto, che è anche presidente della Commissione Ambiente: Baselice, il suo paese di nascita, figura nella lista dei 19 comuni a rischio trivellazioni.

www.ilquaderno.it

giovedì 27 dicembre 2012

Trivellazioni petrolifere, parere favorevole della Regione per perforare nel Fortore

Con un avviso pubblicato sul Burc della Regione Campania di lunedì 24 dicembre è stato comunicato che la Commissione di Via (Valutazione Impatto Ambientale) ha aperto le porte alle trivellazioni petrolifere nella provincia di Benevento. E’ arrivato infatti il parere favorevole di Via integrata con la Valutazione d’incidenza “su conforme giudizio della Commissione V.I.A., V.A.S. e V.I., espresso nelle sedute del 2 agosto 2012 e del 30 ottobre 2012 per il progetto “Intervento di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma denominato “Valle Spaccata” in vari comuni della Provincia di Benevento” proposto dalla società “Delta Energy Ltd”, con sede legale a 43 Park Crescent, Brighton, East Sussex BN2 3HB, Regno Unito. Si tratta di una delle tre zone individuate nel Sannio per le ricerche petrolifere. Oltre a “Valle Spaccata” sono ancora in attesa di essere esaminati i due iter per la ricerca di idrocarburi in zona “Nusco” e “Santa Croce”.

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mercoledì 26 dicembre 2012

Il Fortore e l'inesorabile morte demografica

I dati definitivi del’Istat riguardo al censimento, confermano in modo inesorabile il continuo spopolamento del territorio fortorino. Dal 2001 al 2011 gli abitanti del Fortore sono diminuiti di circa il 10%, con punte massime che vanno dal 13% di Castelvetere, Ginestra e San Bartolomeo in Galdo al 14,6% di Molinara. I comuni che in termini percentuali hanno perso di meno sono Foiano (-5%), San Marco Dei Cavoti (-5,5%) e Buonalbergo (-5,9%).

Nel dettaglio Baselice segna -10%; Buonalbergo -5,%; Castelfranco – 12,2%; Castelvetere – 13%; Foiano -5%, Ginestra -13%; Molinara – 14,6%; Montefalcone -10%; San Bartolomeo -13%; San Giorgio la Molara -7%; San Marco dei Cavoti -5,5%.

Resta San Bartolomeo il comune più popoloso con 5.090 abitanti. Castelvetere è sceso a 935 abitanti e con Ginestra, ultimo comune con 532, sono gli unici paesi fortorini sotto quota mille.

Il segno meno, dunque, accomuna tutti paesi dell’area fortorina. Uno spopolamento dovuto oltre al saldo negativo tra natalità e mortalità, anche alla “fuga” dei giovani causata dalla scarsa opportunità di lavoro e di miglioramento delle condizioni sociali.

Una tendenza che preoccupa gli amministratori locali e che si sentono impotenti di fronte ad una condizione socio-economica che non riesce a cambiare il passo. “E' inesorabile - afferma Vincenzo Sangregorio, sindaco di San Bartolomeo in Galdo, nel commentare i dati Istat - il comune più popoloso del Fortore ma che negli ultimi anni ha perso 751 abitanti. Ormai le opportunità nel nostro paese sono sempre di meno e i giovani se ne vanno in cerca di fortuna altrove. E non solo i giovani... Anche molti padri di famiglia sono da mesi senza lavoro o senza stipendio: penso agli operai della comunità montana, agli operai delle piccole fabbriche presenti sul territorio che comunque sono in difficoltà. Qualche giorno fa ho parlato con un mio amico escavatorista che da luglio non lavora. I comuni sono in crisi, strangolati o dai debiti o dal patto di stabilità e, spesso, riescono a mala pena a pagare i dipendenti, anch'essi in soprannumero. Le tasse aumentano, il valore reale degli stipendi (per chi ce l'ha) è sempre meno”.

“Se non si trovano strategie nuove per la crescita, non vedo vie di uscita. I nostri territori hanno avuto grosse opportunità di sviluppo – continua Sangregorio nella sua analisi amara dei fattori che hanno portato il Fortore e il suo comune a un decremento demografico ormai inesorabile ascesa - che non sono state sfruttate appieno. Penso non solo ai soliti Fortorina e ospedale, ma anche ai fondi post-sisma, con i quali si è spesso costruito fuori dal centro abitato con la conseguenza che il nostro bellissimo centro storico è in totale abbandono e le case costruite nella zona di espansione sono in vendita o, addirittura, ancora in corso di costruzione, ma, soprattutto, senza mercato di vendita. San Bartolomeo, infatti, potrebbe ospitare più del doppio degli attuali residenti. Penso, ancora, alle installazioni di fonti di energia rinnovabili. In nome di una strenua difesa del territorio si è persa una buona opportunità di ricchezza (se ben sfruttata)”. “Bisogna dare nuove opportunità alle imprese, a chi ha voglia di mettersi in gioco; agevolare i giovani imprenditori – conclude il primo cittadino di San Bartolomeo in Galdo - con poche tasse, soprattutto per chi assume”.

(tratto da Ottopagine/Benevento)

venerdì 21 dicembre 2012

Fortore, l’Etac sopprimerà la linea per Campobasso

Dal primo febbraio l’Etac sopprimerà la linea Baselice – Campobasso – San Bartolomeo in Galdo. Con un avviso che apparirà nei locali pubblici dei centri fortorini questa mattina l’azienda di trasporto annuncerà agli utenti la soppressione del servizio. Un servizio che interessa molti studenti fortorini che frequentano gli istituti superiori molisani. Ancora un duro colpo, dunque, per una popolazione che da sempre vive enormi disagi di collegamento con i centri più importanti del territorio.

Una tegola che mette a rischio, se così fosse, la frequenza scolastica di molti ragazzi. La decisione dell’Etac sembra sia stata presa perché l’azienda non riesce a sostenere i costi, nonostante la linea ha un’utenza importante ogni giorno. Una decisione che arriva in un momento difficile per il sistema di trasporto che riguarda il Fortore, infatti, è ancora in atto la protesta sempre contro l’Etac da parte degli utenti per la vicenda del rinnovo degli abbonamenti che sta mettendo a dura prova la pazienza dei cittadini. E’ di qualche giorno fa l’intervento del sindaco di San Bartolomeo in Galdo, che chiedeva con una lettera l’istituzione di un punto vendita nel proprio comune. Se questa è la risposta, nelle prossime settimane assisteremo sicuramente a un duro scontro tra azienda, istituzioni e utenti.

(www.benevento.ottopagine.net)

giovedì 20 dicembre 2012

Campania, arrestato consigliere regionale. “Rimborsi ricevuti grazie a fatture false” - Il Fatto Quotidiano


La misura cautelare nei confronti di Massimo Ianniciello (Pdl) è scattata nell'ambito dell'inchiesta sull'uso dei fondi pubblici destinati ai gruppi dell'assemblea. E' accusato di truffa e peculato. Con lui indagato anche l'ex capogruppo del partito Martusciello (clicca qui sotto per continuare a leggere)
Campania, arrestato consigliere regionale. “Rimborsi ricevuti grazie a fatture false” - Il Fatto Quotidiano

martedì 18 dicembre 2012

Psaut, Pisapia mette d'accordo i sindaci

Dopo l'intervista a Ottopagine, il manager Michele Rossi ha sollevato ieri dall'incarico il direttore amministrativo Felice Pisapia. Noi riproponiamo qui un articolo sulla vicenda del Psaut di San Bartolomeo uscito un paio di giorni fa

Non sono passate inosservate le parole di Pisapia per quanto riguarda l’apertura del Psaut di San Bartolomeo e sul destino dei Saut di Foiano e Ginestra. Il direttore amministrativo dell’Asl nell’intervista rilasciata a Ottopagine ha dichiarato: “Per San Bartolomeo, si può aprire il Psaut senza impoverire il Fortore. Basta avere il coraggio di togliere laddove c’è in più, ovvero Benevento”.

Parole che trovano il consenso da parte di alcuni amministratori fortorini. Per Vincenzo Sangregorio, sindaco di San Bartolomeo in Galdo, le affermazioni di Pisapia confermano che l’attivazione del Psaut, che va aperto per legge, non significa necessariamente smantellare il servizio 118 sul territorio fortorino.

“D'altronde – afferma Sangregorio – più volte abbiamo ribadito che il servizio di primo soccorso sul nostro territorio va rafforzato e non ridimensionato. Nel 2010, in un incontro tra sindaci avevamo sottoscritto un accordo con l’allora commissario ad Acta Di Salvio con il quale si decideva di fare proprio quello che il direttore amministrativo ha sottolineato”.

Stessa opinione anche per Michele Maffeo, primo cittadino di Foiano di Val Fortore. “Se non ricordo male – dice Maffeo – era ciò che in realtà prevedeva il decreto regionale n° 49 del settembre 2010. Con il commissario di allora avevamo, tra l’altro, raggiunto un accordo. In quell’occasione otto sindaci avevano esplicitamente chiesto di rafforzare e non impoverire il territorio fortorino. di quel verbale nessuno parla più, se non la stampa”.

Le parole di Pisapia, forse, aprono uno spiraglio a una vicenda che da mesi sta turbando i cittadini fortorini che si sono organizzati in un comitato e hanno raccolto, ad oggi, oltre duemila firme con le quali si chiede il mantenimento dei Saut. Sindaci e amministratori fortorini hanno sempre sostenuto che l’apertura del Psaut doveva essere l’occasione per arricchire il servizio di assistenza e di soccorso sanitario su un territorio difficile anziché diventare un motivo di guerra tra poveri. “E’ solo una questione di volontà politica”, ha detto il sindaco di San Bartolomeo.


(tratto da Ottopagine/Benevento)

lunedì 17 dicembre 2012

Baselice e la cena di beneficenza pro ambulanza

Una cena a scopo benefico per raccogliere fondi per l’acquisto di un’ambulanza.
L’iniziativa è della confraternita della Misericordia di Baselice che, per il
22 dicembre, ha organizzato una cena a base di prodotti tipici locali presso il
ristorante “Villa Canonico”.

Una serata che non sarà solo culinaria, ma anche un momento di divertimento all’insegna della musica e del cabaret. Sarà l’artista Pier Luigi Tortora e il maestro Sandro Paolozza a tenere compagnia agli ospiti e ad animare la serata. Durante la cena saranno organizzate lotterie sempre con l’intento di raccogliere soldi per dotare la Misericordia locale di un’ambulanza che sarà a servizio della comunità baselicese. E’ prevista la partecipazione di tutte le Misericordie del comprensorio e la partecipazione di alcuni sindaci fortorini.

“Un evento – dice Orazio Marucci, responsabile della Misericordia di Baselice
– organizzato per poter dotare la nostra comunità di uno strumento, quale l’
ambulanza, necessario per il primo soccorso in un territorio lontano da
ospedali e centri di primo soccorso”.

(Tratto da Ottopagine/Benevento)

sabato 15 dicembre 2012

Referendum pro Molise: toni accesi alla Fondazione Iacocca

I toni del dibattito sulla bocciatura del referendum pro Molise da parte del consiglio provinciale restano alti. Anche l’altra sera a San Marco dei Cavoti non sono mancate scintille tra i promotori del referendum e qualche consigliere, come Franco Cocca, si era espresso contro. Un incontro durissimo e dai toni accesi quello svoltosi nell’auditorium Iacocca.

Ad accogliere i partecipanti del convegno il sindaco Franco Cocca, che nel suo intervento ha tentato di spiegare i motivi che lo hanno indotto ha bocciare insieme al gruppo del Partito Democratico la richiesta di referendum avanzata dal comitato “Salviamo il Sannio” che aveva raccolto circa quattromila cinquecento firme. Principalmente due le motivazioni che hanno indotto Cocca avotare contro: la mancanza di una preventiva intesa con le istituzioni molisane ed i costi pari a circa quattrocentomila mila euro per poter svolgere i referendum.

In netto contrasto con la posizione del primo cittadino sammarchese è stato il referendario Luigi Bocchino, che ha evidenziato come la Provincia di Benevento “stia sempre più diventando la pattumiera di Napoli e Caserta, che utilizzano il nostro territorio per depositare i loro rifiuti mentre riservano ai cittadini sanniti le briciole in fatto di servizi e assistenza specialmente nel settore della sanità, scuola, trasporti e cultura”.

“Il Presidente Caldoro ha dimostrato nei fatti quanto a cuore gli siano le sorti del territorio sannita – ha rimarcato Bocchino – non partecipando alla seduta del Consiglio regionale di Benevento avendo immaginato di ridisegnare la regione Campania con una città metropolitana ed una macro provincia composta da Salerno, Caserta, Avellino e Benevento”.

Riguardo ai presunti costi di un atto democratico come il referendum, Bocchino ha ricordato come tra personale, assessori, portaborse, direttore generale e dirigenti la provincia sborsa ben 3 milioni di euro all’anno; e tra i tanti sperperi, “come il Gladiatore d’oro costato quest’anno oltre 100 mila euro, a chiesto per quale motivo sempre con i soldi dei cittadini, si stipendia da 5 mesi un assessore provinciale senza deleghe e funzioni?”.

Sulla stessa lunghezza d’onda di Luigi Bocchino il sindaco di Colle Sannita Giorgio Nista, l’ex sindaco di San Giorgio La Molara Luigi Vella e Vincenzo Lombardi, presidente regionale di Federturismo di Confindustria. Essi hanno espresso il netto dissenso dalla visione antistorica adottata dal Pd in consiglio provinciale, facendo fare un netto passo indietro alla democrazia ma anche alla credibilità delle istituzioni. In stridente evidenza, la circostanza che il Pd abbia chiamato i cittadini a scegliere il candidato Premier, così come a breve si appresterà a scegliere anche nel Sannio con le primarie, i candidati da proporre per una eventuale nomina al Parlamento.

“Il vero motivo politico per cui il referendum è stato bocciato – ha affermato il portavoce del comitato Antonio Verga – è stato quello di aver voluto impedire a tutti i costi che i cittadini potessero discutere liberamente nelle piazze per riappropriarsi delle radici e dell’identità popolare. Uno stratagemma messo in atto dai partiti politici nel tentativo di conservare anacronistiche rendite di posizioni. La risposta la avremo nella prossima tornata elettorale – ha concluso Verga – che determinerà una svolta epocale poiché i partiti politici, a detta dell’ultimo rapporto Censis, saranno spazzati via poiché non sono riusciti a cogliere i mutamenti della società, per cui si apriranno spazi smisurati per quei movimenti civici e territoriali in grado di rappresentare le esigenze concrete della gente”.

Luigi Ruscello ha definito surreale il Consiglio Provinciale del 12 novembre scorso, bollando la decisione di bocciatura “al di fuori di ogni logica, al pari di quanto sta avvenendo in questi giorni in Parlamento con la mancata conversione del decreto sul riordino che genererà un grave danno per i cittadini per la indeterminatezza di competenze e responsabilità tra la regione, le province e Ccomuni”. All’incontro sono intervenuti i consiglieri comunali di San Marco Domenico Costanzo, Valentino Castello e Remo Cavoto e Angelo Cocca, volontario della protezione civile.

Presente anche Raffaele Tornesello, Raffaele Fusco e Giuseppe Fusco, le professoresse Maria Assini e Rosalia Assini. A chiudere i lavori è stato il consigliere provinciale Spartico Capocefalo, molto critico sulle decisioni assunte dai consiglieri provinciali che hanno votato contro “dimostrando tutta la sua preoccupazione per lo sfilacciamento tra le istituzioni e cittadini che, giorno per giorno, si allontanano sempre più dalle istituzioni nutrendo profonda sfiducia sull’operato della politica ormai distante anni luce dai veri problemi quotidiani della gente”.

www.benevento.ottopagine.net

giovedì 13 dicembre 2012

Riduzione rifiuti? Baselice partecipa alla campagna

Alla campagna di prevenzione e riduzione dei rifiuti, lanciata dalla Regione Campania con un finanziamento di oltre 400 mila euro accreditato alla provincia di Benevento, parteciperà, con un suo progetto, anche il Comune di Baselice.

Dal marzo 2010 - periodo in cui il Comune avviò e potenziò la raccolta differenziata dei rifiuti, con un sensibile e graduale incremento della percentuale delle diverse tipologie di rifiuto da portare a riciclo -l'amministrazione Canonico ha fatto passi da gigante, tanto che oggi la percentuale media si attesta intorno al 70%. Il bando a cui il comune prenderà parte, prevede interventi strategici sia materiali che immateriali, complementari alle attività di incentivazione della raccolta differenziata e coerenti con il piano di previsioni messo in campo in sede regionale.

A curare l'iniziativa sarà la società Publiteas, la quale senza costi aggiuntivi a carico, presenterà a nome dell'ente civico il relativo progetto che sarà confacente con le direttive proposte dall'assessorato comunale all'ambiente.

"Tra gli obiettivi strategici - ci comunica l'assessore al ramo Salvatore Brancaccio - perseguiremo senz'altro quello inerente la ulteriore riduzione del monte rifiuti, un dato che, pur non discostandosi dalle previsioni attese, bisogna sempre tenere sotto controllo. Infatti - ci dice sempre l'assessore – è stata messa in programma, per i prossimi giorni, anche una campagna di controllo ed accertamento sul conferimento del rifiuto indifferenziato sia da parte delle famiglie che da parte delle attività commerciali. In sinergia con il corpo della Polizia Locale e con la Sogesi si procederà a controlli selettivi, con ispezioni capillari, al fine di verificare chi ancora non si adegua al corretto conferimento del rifiuto e che nonostante i ripetuti avvisi continua a conferire rifiuti differenziabili con l'indifferenziato (cd. Sacco nero), e chi continua e persevera con l'abbandono dei rifiuti vicino alle campane del vetro od in altri luoghi del paese. Quello che voglio sottolineare - conclude Brancaccio - è che questa iniziativa rappresenta una operazione che non vuole essere assolutamente vessatoria, ma solamente un ulteriore deterrente ed un richiamo al rispetto delle regole che governano la raccolta differenziata dei rifiuti".

(Tratto da Ottopagine-Benevento)

Comuni Ricicloni: Nel Sannio la migliore è Circello, maglia nera a Casalduni. Sale Benevento - ilQuaderno.it


 In una graduatoria dominata dai comuni del salernitano, per scorgere la seconda sannita bisogna scendere al 52esimo posto dove troviamo Faicchio con il 69,91. Segue al 53esimo posto Paduli (69,86%), poi al 55esimo Cerreto Sannita (69,72%), Baselice è 57esima con il 69,46% mentre Foglianise è 58esima con il 69,40%. Al 70esimo posto, settima in provincia, c'è Pago Veiano con il 67,88%, poi S.Nazzaro è 78esima con il 67,26%, 85esima è S.Nicola Manfredi con il 66,4% e Colle Sannita si assesta all'89esimo posto con il 65,99%. (Clicca qui per continuare)

Comuni Ricicloni: Nel Sannio la migliore è Circello, maglia nera a Casalduni. Sale Benevento - ilQuaderno.it

mercoledì 12 dicembre 2012

Campania, parlamentari impresentabili di corsa sulla zattera di Silvio

L’annuncio è finalmente arrivato: Silvio Berlusconi per la sesta volta sarà candidato alla guida dell’Italia. Tirano un sospiro di sollievo i tanti deputati e senatori campani con gravi guai giudiziari e che nel corso dell’attuale legislatura, grazie al voto parlamentare, hanno scansato i ferri ai polsi (per continuare a leggere clicca qui sotto)
Campania, parlamentari impresentabili di corsa sulla zattera di Silvio

martedì 11 dicembre 2012

Neve nel Fortore. Qualche disagio per la circolazione e allerta dei Carabinieri - ilQuaderno.it

La notte scorsa la valle fortorina è stata imbiancata dalla neve. Pochi per fortuna i disagi alla circolazione stradale, con qualche caso isolato subito risolto, in quanto gli automobilisti erano in parte preparati alla nevicata. I carabinieri della Compagnia di San Bartolomeo in Galdo hanno allertato i mezzi speciali da neve a disposizione, due gatti delle nevi, dislocati presso la sede della Compagnia e presso la Stazione di Montefalcone di Valfortore e una motoslitta. Inoltre, le Stazioni di tutto il Fortore, munite di fuoristrada “quattro per quattro”, d’intesa con l’Aliquota radiomobile di San Bartolomeo in Galdo, hanno incrementato le pattuglie sul territorio, assicurando una concreta presenza in caso di necessità da parte dei cittadini.
Neve nel Fortore. Qualche disagio per la circolazione e allerta dei Carabinieri - ilQuaderno.it

lunedì 10 dicembre 2012

Abbonamenti Etac: protestano Tpl Fortore e sindacati | Fortore | news | NTR24 - l'informazione sul web

Torna a farsi sentire il Comitato Tpl Fortore. Nato sei mesi fa, quando l'Etac, la società di trasporto che gestisce i collegamenti nell'area sannita, aveva annunciato tagli e modifiche alle corse nei comuni fortorini, oggi i membri del comitato denunciano nuovi disagi per l'utenza. Il problema ora riguarda il rinnovo degli abbonamenti mensili. 
Abbonamenti Etac: protestano Tpl Fortore e sindacati | Fortore | news | NTR24 - l'informazione sul web

Prime nevicate nel Sannio. Comuni del Fortore preoccupati: Ancora non arrivano i fondi per l'emergenza neve - ilQuaderno.it

Temperature in calo e prime nevicate nel Sannio. I fiocchi di neve hanno fatto una brevissima comparsa anche a Benevento nelle primissime ore di questo pomeriggio ma, chiaramente, le zone maggiormente interessate restano quelle della provincia sannita, Fortore e Tammaro su tutti. La neve si è posata in molti comuni della Valfortore ma non ci sono, almeno fino al tardo pomeriggio di domenica 9 dicembre, criticità. Ma nel Fortore però c'è grande preoccupazione e rammarico perchè i fondi per l'emergenza neve dello scorso mese di febbraio ancora non sono arrivati. 
Prime nevicate nel Sannio. Comuni del Fortore preoccupati: Ancora non arrivano i fondi per l'emergenza neve - ilQuaderno.it

giovedì 6 dicembre 2012

Baselice e l’albo delle associazioni locali


Via libera all’assestamento del bilancio 2012. Lo ha deliberato il Consiglio comunale riunitosi venerdì sera in sessione ordinaria. L’assise è stata presieduta dal vicesindaco Giuseppe Ferro – il Primo cittadino Canonico ha dovuto dare forfait per motivi di salute – ed ha fatto registrare l’assenza dell’intero gruppo di minoranza, che ha deciso di disertare la seduta per cause che ufficialmente non si conoscono.

L’assestamento al bilancio, con poche ma necessarie modifiche ad alcuni capitoli, sia in entrata sia in uscita (dove si è dovuto prendere atto dei tagli della cd. spending review) è stato votato all’unanimità dall’intero gruppo di maggioranza dell’Amministrazione Canonico, che ha deciso anche per la immediata esecutività della deliberazione. All’unanimità è stato poi votato anche il regolamento che disciplina la istituzione dell’Albo delle associazioni comunali, una iniziativa proposta dall’Amesci- C2.0- a cui il Comune ha deciso di aderire.

L’argomento e’ stato illustrato dall’assessore Brancaccio il quale nell’annunciare e spiegare ufficialmente l’iniziativa ha ricordato: “Speriamo di poter allargare a quanti piu’ sodalizi possibili l’iniziativa e la possibilità di partecipazione, che rappresenta una ulteriore opportunità per le associazioni che decidano di prenderne parte. Infatti, l’albo rappresenta innanzitutto una ulteriore opportunità di incontro, e poi perché deve consentire la gestione delle manifestazioni e delle attivitàche già svolgono e si propongono con più armonia e collaborazione. Insomma – conclude Brancaccio – la costituzione di questo albo deve essere visto come una opportunità di crescita e di maturazione e non soltanto come un canale per poter accedere a contributi o finanziamenti con adesione a progetti della comunità europea”.

Nei prossimi giorni l’iniziativa sarà ulteriormente e nuovamente pubblicizzata con un avviso pubblico, dove sarà ricordato che è possibile presentare domanda di iscrizione fino a fine anno.

In conclusione del consiglio il presidente Ferro ha dato anche comunicazione della recente nomina avvenuta nell’organo esecutivo comunale ed effettuata dal Sindaco, con il ritorno in giunta del consigliere Giancarlo Verdura al posto di Francesco Delli Veneri.

tratto da Ottopagine/Benenvento

lunedì 3 dicembre 2012

Dal comitato pro 118 raccolte duemila firme per il mantenimento dei Saut


(nella foto il verbale con cui i sette sindaci del Fortore si accordano con il commissario Di Salvo per mantenere i due Saut)

Nonostante l’assenza, giustificata da impegni istituzionali (in molti comuni si sono svolti i consigli comunali per l’adempimento dei riequilibri finanziari) della maggior parte dei sindaci invitati, l’incontro organizzato dal comitato “Autotuteliamoci – pro 118 di Ginestra e Foiano” di giovedì sera si è svolto ugualmente. I responsabili del movimento hanno comunque voluto aggiornare i presenti sul lavoro, finora svolto dal comitato e, soprattutto, hanno reso noto che fino a giovedì sera le firme raccolte a sostegno del mantenimento dei due Sauto, Foiano e Ginestra, sono circa duemila. Firme raccolte in tutti i comuni del comprensorio fortorino.

L’incontro, spiegano gli organizzatori, era stato organizzato per chiedere ai sindaci della Val Fortore di istituire un tavolo per affrontare nelle sedi istituzionali la questione del riassetto territoriale del soccorso sanitario. “Perché crediamo – hanno affermato i responsabili del comitato – che il problema vada affrontato insieme alle istituzioni. Noi vogliamo solo essere da supporto alle amministrazioni ma vogliamo che siano soprattutto i sindaci a farsi carico di una battaglia necessaria per il territorio”.

Gli unici sindaci presenti erano Domenico Canonico di Baselice e Michele Maffeo di Foiano che hanno rassicurato il comitato e i presenti che gli amministratori saranno in prima linea per difendere i diritti dei cittadini della Val Fortore. Domenico Canonico ha voluto sottolineare che i colleghi assenti avevano tutti impegni istituzionali e solo per questo motivo non erano presenti.

Canonico e Maffeo fanno presente che a seguito del decreto regionale n° 49 del settembre del 2010 ci fu un incontro con l’allora commissario ad acta dell’Asl di Benevento, nel quale fu sottoscritto un verbale ad unanimità nel quale si chiedeva di lasciare aperto i due Saut attualmente in funzione con l’apertura del Psaut di San Bartolomeo. A quell’incontro erano presenti i sindaci di Foiano, San Marco dei Cavoti, San Giorgio la Molara, Montefalcone, Ginestra, Baselice e San Bartolomeo in Galdo e il commissario ad acta Di Salvo.

Con quell’incontro sembrava superato il decreto commissariale 49/10, che prevedeva l’attivazione del Psaut di San Bartolemo in Galdo entro il 30 giugno 2011. Ma oggi pare che tutto questo non sia praticabile, anzi rispetto al decreto commissariale addirittura si fa un passo indietro, perché esso prevedeva l’utilizzo di diciotto unità mediche, oggi invece, a causa della spending rewiew i medici sarebbero solo dodici.

La questione del riassetto territoriale del soccorso sanitario resta ancora aperta. Il comitato, incoraggiato anche dai sindaci Canonico e Maffeo, si prepara ad organizzare un nuovo incontro nei prossimi giorni con la speranza di capire finalmente quali saranno le scelte dell’Azienda sanitaria rispetto all’ipotesi di apertura del Psaut con contestuale chiusura dei Saut di Foiano e Ginestra.


(tratto da Ottopagine/Benevento)

domenica 2 dicembre 2012

Il Fortore a rischio, si prospettano altre trivellazioni

Per l'Associazione "Generoso Simeone" c'è correlazione con gli eventi sismici

La terra trema e non risparmia neppure le zone considerate un tempo a bassissimo rischio terremoti, come l’Emilia Romagna.L’Italia si piega ai facili guadagni ottenuti sulla pelle del nostro amato e bel territorio e l’opinione pubblica rimane in silenzio e la politica tace e la stampa non riesce da sola a risvegliare le coscienze.Eppure non c’è da star tranquilli, perché il risultato di anni di politica affaristica cominciamo visibilmente a pagarlo e a pagarlo sulla nostra pelle. Ci stanno uccidendo, insieme a noi muoiono le nostre terre, la nostra storia. Ci stanno uccidendo per sbavare l’eccesso di brama di ricchezza sui soldi acquisiti dall’offesa al sottosuolo e l’Italia viene dilaniata nel ventre e insudiciata.

L’estate 2012 si è parlato tanto di trivellazioni e di ricerca dell’oro nero, perché l’ultima geniale idea del Ministro Passera è far calare il PIL aumentando i pozzi di Petrolio in Italia e facendo dell’Italia un corridoio del gas che corre verso l’Europa. Questo a discapito dell’altro settore, quello delle energie alternative che ora si vede ridimensionati gli incentivi.

Così dopo Nusco e Santa Croce è stata individuata un’altra zona da trivellare dal nome convenzionale di “Pietra Spaccata” che interesserà i comuni di: Baselice, Campolattaro, Casalduni, Castelpagano, Castelvetere in Val Fortore, Circello, Colle Sannita, Foiano di Val Fortore, Fragneto l’Abate, fragneto Monforte, Molinara, Morcone, Pago Veiano, Pesco Sannita, Pontelandolfo, Reino, San Giorgio la Molara, San Marco dei Cavoti.

Le società londinesi vengono con la solita spocchia ad investire su una terra che già anni fa, parliamo del 1861, hanno a lungo depredato e ci vengono, come allora, con il lasciapassare del governo italiano, ma spero non con la complicità ultima dei Comuni.

Le attività estrattive causano pericolose fratture nel sottosuolo, in seguito all’utilizzo di sostanze chimiche aggressive e violente, nocive per la terra e di conseguenza per la nostra salute. Eppure come dimostrano ricerche ultimamente pubblicate da Legambiente il Petrolio in Italia è poco ed estrarlo sperando di arricchirsi è una vittoria di Pirro.

Noi non abbiamo soldi, non abbiamo potere, abbiamo soltanto una coscienza ed in nome di quella continueremo a dare voce a chi competentemente, analizzando la situazione ambientale italiana, si impegnerà a denunciarla e continueremo a parlarne, a scriverne, ad urlare se necessario attraverso la organizzazione di banchetti informativi, seminari universitari video intervista e tanto altro.

Perché la verità è che ci stanno uccidendo tutti e che noi non possiamo rimanere ancora zitti, ma dobbiamo rispondere eloquentemente che la nostra terra non si tocca!

www.lunaset.it


mercoledì 28 novembre 2012

Psaut, il Comitato Pro 118 chiede incontro con i sindaci del Fortore

Il comitato Autotuteliamoci Pro 118 Fioiano – Ginestra ha inviato una lettera ai sindaci del Fortore per discutere il giorno 29 novembre alle 20, presso Sala Consiliare del Comune di Foiano di Val Fortore, in merito alla soppressione dei presidi PSAUT.

“Il Piano Regionale Sanitario della Regione Campania, approvato dal D.R. n. 49 del 27/09/2010 – si legge nella missiva ai primi cittadini sanniti - prevede, per la provincia di Benevento n. 2 Psaut e n. 10 postazioni Saut.

L’allineamento alla programmazione della rete dell’emergenza territoriale (PSAUT e SAUT) alle indicazione del Decreto Commissariale 49/10, prevedendo l’attivazione del Psaut di S. Bartolomeo in Galdo entro il 30/06/2011, per la Valfortore significa: apertura Psaut in S. Bartolomeo in Galdo e contestuale chiusura dei due presidi Saut di Ginestra degli Schiavoni e Foiano di Val Fortore, chiusura confermata anche da comunicazione Prefettizia del 31/10/2012.

L’apertura del Psaut così come concepita dai vertici Asl – aggiunge il comitato - è per la Valfortore una ulteriore beffa, per il territorio, che va da aggiungersi alla “Fortorina” ed allo stesso “Ospedale di S. Bartolomeo in Galdo” oramai leggendarie promesse elettorali.

Il comitato Autotuteliamoci Pro Ginestra Foiano intende manifestare il proprio disappunto a tale scelta e chiede a tutte le Amministrazioni, interessate a difendere il diritto alla salute dei propri amministrati, un incontro dove poter decidere concretamente il da farsi, anche con pubbliche manifestazioni di proteste.

Noi del Comitato insieme alla popolazione della Valfortore – conclude la lettera - siamo a vostra disposizione, ma senza il vostro, istituzionale, interessamento da soli possiamo fare ben poco”.

www.ntr24.tv

martedì 27 novembre 2012

I forestali si appellano a Fini

La disperazione degli operai idraulici forestali ormai è tanta. Mesi senza percepire lo stipendio rischiano di mettere in ginocchio un sistema sociale e familiare di un intero territorio. Una disperazione che porta a tentare tutte le strade possibili chiedendo aiuto anche alle cariche più alte dello Stato. E’ quanto ha fatto Filippo Goduti, operaio forestale della comunità montana, e alcuni suoi colleghi. Il 6 ottobre scorso, infatti Filippo ha spedito una mail alla segreteria del presidente della Camera Gianfranco Fini dove manifestava tutto il suo disappunto e tutta la sua indignazione per la situazione drammatica in cui versano oltre quattromila lavoratori campani.

“Chiediamo un intervento urgente al fine di trovare una soluzione alla grave vertenza che vede coinvolti oltre cinquemila lavoratori della forestazione, in forza alle comunità montane. Illustrissimo presidente Fini, portiamo a vostra conoscenza – si legge nella missiva - le oramai esasperate condizioni di lavoro degli operai forestali a tempo indeterminato della comunità montana del Fortore, nonché della Regione Campania: Noi operai non percepiamo più lo stipendio ormai da 12 mesi.

Nonostante gli innumerevoli incontri e manifestazioni non siamo mai giunti ad un accordo definitivo se non aleatorie promesse verbali”. Un accorato appello affinché la terza carica dello Stato si impegnasse ad intervenire per dare la giusta visibilità ad un problema ormai drammatico. Nella mail inviata al Gianfranco Fini, gli operai mettono in evidenza la disperazione e il disagio in cui sono finite le famiglie e la tensione sociale che da oltre un anno si vive.

Gli operai hanno sottolineato nella lettera l’assoluto abbandono che vivono da parte delle istituzioni, comprese le organizzazioni sindacali.
Appello accolto dal presidente Fini che ha fatto sapere di aver comunicato la vicenda alle commissioni parlamentari competenti e al prefetto di Benevento. Ma al momento, ci dice Filippo Goduti, dal prefetto non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione.

Tratto da Ottopagine/Benevento

venerdì 23 novembre 2012

Forestali, comunità montana e sindacati sperano nella Nugnes

E’ sempre la vertenza degli operai idraulici forestali a dettare l’agenda politica e amministrativa della comunità montana del Fortore. E la vertenza dei forestali è stata al centro del vertice svoltosi ieri mattina presso la sede dell’ente fortorino.
Una situazione che ormai si trascina da quasi due anni e che al momento resta drammatica. All’incontro hanno preso parte i rappresentanti sindacali di Cgil e Cisl, il presidente della comunità montana Zaccaria Spina, gli assessori dell’ente Salvatore Brancaccio e Giuseppe Ruggiero, il consigliere Giovanni Ricciardi in qualità di presidente della commissione del settore forestazione e il responsabile tecnico Pietro Giallonardo.

Un vertice convocato per una verifica sulla situazione del settore forestale e soprattutto per un aggiornamento sul lavoro che si sta svolgendo rispetto ai piani del settore per il 2012 e 2013.

“Un incontro deciso da tempo con i sindacati per fare il punto della situazione, anche alla luce delle novità emerse dagli incontri avuti con la nuova delegata al settore agricolo e forestale della Regione Campania Daniela Nugnes”. Così Zaccaria Spina presidente dell’ente montano fortorino nel salutare e introdurre i lavori di ieri mattina.

“C’è aria nuova finalmente, dopo due anni di caos. Elementi di novità sono rappresentati dal fatto che – ha sottolineato Zaccaria Spina – abbiamo un interlocutore che ci ascolta. Non a caso in dieci giorni siamo stati convocati già due volte per confrontarci su programmi e progetti. C’è la consapevolezza di essere al capezzale di un moribondo (riferito al settore forestale), ma si sta lavorando a ritmi serrati per uscire dall’empasse in cui ci troviamo. La Nugnes ci ha chiesto di presentare i progetti, anche per il 2013, entro il 31 dicembre per cominciare a sbloccare gli ex Fondi Fas”. Aria nuova dunque, e fiducia nel nuovo delegato regionale da parte dei vertici della comunità montana. Fiducia necessaria per Giuseppe Ruggiero in un momento difficile come questo, dove “la coperta è troppo corta”. Per l’assessore, bisogna innanzitutto capire se e come si vuole puntare sul settore forestazione.

Fiducia e apprezzamento per il nuovo approccio al problema forestazione anche da parte dei rappresentati sindacali Carlo Ciccarelli (Cgil) e Alfonso Iannace (Cisl).
“Siamo più tranquilli – ha affermato il rappresentante della Cgil – visto gli impegni assunti dalla Nugnes, ma ora ci vogliono fatti concreti. Se ciò non avviene siamo pronti ad azioni forti per tutelare i lavoratori che da troppo tempo vivono una situazione drammatica”.

Fiducioso anche il rappresentante della Cisl che chiede responsabilità da parte di tutti e che non è il momento di fomentare polemiche sterili (parole riferite a chi crede di poter speculare sugli operai e fare campagna elettorale) “perché discutere di operai che da mesi non percepiscono lo stipendio è difficile e la demagogia è dannosa e non risolve il problema che resta drammatico”. Iannace ha chiesto ai vertici politici della comunità di farsi portavoce presso le istituzioni centrali di adottare politiche serie per la salvaguardia del territorio. Richiesta fatta anche da Carlo Ciccarelli.

Alla comunità montana le organizzazioni sindacali hanno chiesto un ulteriore sforzo per trovare i fondi per pagare almeno una mensilità agli operai in vista del Natale. Sforzo che sembra difficile fare da parte della comunità montana, visto le condizioni finanziarie in cui si trova l’ente.

Un incontro che è servito ai sindacati e all’ente per fare chiarezza su molti punti come i fondi Fcs (fondi di coesione sociale), anche se la situazione resta ancora drammatica. Gli operai per Natale dovranno accontentarsi dei soldi delle giornate della cassa integrazione per motivi atmosferici che a giorni l’Inps dovrebbe sbloccare. Ma gli operai restano insoddisfatti perché avrebbero voluto rassicurazioni e chiarimenti maggiori rispetto all’utilizzo dei fondi attribuiti alla comunità montana per il saldo del 2011. Saldo che ancora deve essere fatto, visto che, secondo i lavoratori mancano ancora alcune indennità maturate lo scorso anno. L’ente dal canto suo rassicura che i fondi sono stati utilizzati esclusivamente per retribuire le mensilità arretrate del 2011.

tratto da Ottopagine/Benevento

lunedì 19 novembre 2012

Petrolio, l'Eni annuncia aumento delle estrazioni. Sannio nel mirino, Regione in silenzio

di Gaetano Vessichelli

"La frontiera petrolifera è mobile, grazie alla tecnologia. Per questo, si pensa che la produzione possa passare dagli attuali 90 milioni di barili al giorno a 110 milioni di barili al giorno nel 2030, il piu' grande incremento in un decennio dagli anni Ottanta". Lo ha detto il presidente dell'Eni Giuseppe Recchi in una lezione, oggi, presso la Facolta' di Economia dell'Universita' di Torino, dal titolo "Il ruolo di Eni nell'attuale scenario economico nazionale ed internazionale".

La produzione di greggio sta aumentando grazie alla tecnologia, le riserve ammontano a 5.500 miliardi di barili, con un indice di vita della risorsa di oltre 170 anni. Affermazioni che suonano da spauracchio per le zone dell'entroterra campano, visto che Sannio ed Irpinia (e buona parte del Molise) sono tra i territori più appetibili per le nuove trivellazioni petrolifere, così come è già accaduto in Lucania negli anni Ottanta e Novanta. Un aumento auspicato da Recchi e dal colosso Eni, ma che dovrebbe far alzare ancora di più la guardia ad un territorio che mira a rialzarsi con la green economy, la politica ecosostenibile che punta molto sulla risorsa acqua della diga di Campolattaro, ed il rilancio dell'agricoltura richiesta dai sindaci dei comuni sanniti: "Non è poco - ha sostenuto Recchi nell'ateneo piemontese - ma la tecnologia è in costante miglioramento ed i sistemi di estrazioni sono sempre più complessi". Un auspicio ma anche un avvertimento.

ACETO: 'IL FRONTE DEL NO E' ATTIVO, MA ATTENDIAMO ANCORA LA DOCUMENTAZIONE'
La questione "petrolio" totalmente sconosciuta nella provincia beneventana, è stata sollevata per la prima volta dal comitato "No Luminosa" che venne a conoscenza di recenti concessioni di trivellazioni nel Sannio, regolarmente rilasciate dalla Regione Campania. La prima presa d'atto risale allo scorso giugno quando si riunì la Prima Commissione Consiliare su iniziativa del vicepresiente del Consiglio Provinciale, Giuseppe Lamparelli: alzata la guardia sono arrivate le prime mosse ufficiali con la richiesta, da parte dell'assessore provinciale Gianluca Aceto, di accedere agli atti sulle concessioni per le esplorazioni di idrocarburi nel Sannio. Successivamente furono informati anche tutti i sindaci dei comuni sanniti. Da giugno ad oggi qualcosa si è mosso, ma non a Napoli: "Ho ripetutamente sollecitato la Regione Campania al riguardo - ha sostenuto Aceto al nostro portale - ma per il momento non ci sono stati ancora inviati i documenti richiesti. Ancora più difficile è avere un colloquio su questo tema con l'assessore regionale al ramo, Sergio Vetrella". Diversa è la situazione nei comuni sanniti a rischio trivellazioni: "Va dato atto del grande impegno delle realtà locali - ha sostenuto l'assessore provinciale - molte amministrazioni si sono schierate contro presentando le delibere, stessa cosa vale per la Comunità Montana del Fortore. Il fronte del no è attivo e poco più di un mese fa ci siamo riuniti a San Marco dei Cavoti in un consiglio comunale aperto".

Sulle dichiarazioni rilasciate dal presidente Eni, Aceto non si è detto meravigliato: "Non sono le dichiarazioni di Recchi a suscitare stupore - ha ammesso - è un petroliere e prova a svolgere il suo compito. Quello che mi meraviglia è la posizione del Governo che apre a discorsi di questo tipo quando in Italia si dice di voler puntare alle energie alternative, al rispetto del protocollo di Kyoto e del Patto dei Sindaci. Sono due modi di pensare e di pianificare che vanno totalmente in conflitto".

PETROLIO E TRIVELLAZIONI: FORTORE NEL MIRINO
Tre le zone individuate nel Sannio per le ricerche petrolifere. Si tratta di "Nusco", "Valle Spaccata" e "Santa Croce": in pratica sono coinvolti 19 comuni della provincia di Benevento e per alcuni di loro le istanze formulate sarebbero addirittura due. Le istanze presentate presso il Ministero dello Sviluppo Economico , risulterebbero : 1) Istanza della Soc. Italmin exploration s.r.l. presentata il 18/07/2002 al Ministero Sviluppo Economico per il rilascio del permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi denominato convenzionalmente “Nusco”; 2) Istanza della Soc. Sviluppo risorse naturali s.r.l. presentata il 16/11/2005 al Ministero Sviluppo Economico per il rilascio del permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi denominato convenzionalmente “Santa Croce”; 3) Istanza della Delta Energy s.r.l. presentata il 28/02/2011 al Ministero Sviluppo Economico per il rilascio del permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi denominato convenzionalmente “Pietra Spaccata ”. I comuni sanniti sono Baselice, Campolattaro, Casalduni, Castelpagano, Circello, Castelvetere di Valfortore, Colle Sannita, Foiano in Val Fortore, Fragneto l’Abate, Fragneto Monforte, Molinara, Morcone, Pago Veiano, Pesco Sannita, Pontelandolfo, Reino, San Giorgio la Molara, San Marco dei Cavoti.

www.ilquaderno.it

giovedì 15 novembre 2012

Il Psaut di San Bartolomeo e l'agghiacciante silenzio di De Girolamo e Colasanto

“Il Piano Regionale Sanitario della Regione Campania, approvato con Decreto Regionale n°49 del 27/09/2010, prevede per il Presidio Ospedaliero di San Bartolomeo in Galdo, zero posti letto attuali. Il bello di tale Decreto regionale è che i tre Presidi Ospedalieri in Provincia di Benevento con meno di 100 posti letto, cioè il Presidio Ospedaliero San Giovanni di Dio di Sant’Agata dei Goti, il Presidio Ospedaliero Santa Maria delle Grazie di Cerreto Sannita e quello di San Bartolomeo in Galdo, non risultano neanche nel piano di riconversione ospedaliera”.

Ad affermarlo è Andrea Cormano, vice coordinatore del Pdl di Baselice, che interviene sulla questione sanitaria nel Fortore.

“Sempre secondo tale decreto a pagina 29, per la Provincia di Benevento, si prevedono 2 psaut e 10 Saut. Perché allora per aprire il Psaut di San Bartolomeo, - si chiede Cormano - il prefetto ha chiesto la chiusura delle due postazioni Saut, se nel decreto regionale si stabilisce che il Psaut deve essere formato da 6 medici di presidio e da 6 medici su mezzi di soccorso del personale Saut?”.

“Perché allora per apertura del Psaut di San Bartolomeo, invece di spostare 6 medici di presidio da un altro territorio, si decide di chiudere entrambi i Saut territoriali? In quale struttura Ospedaliera della Provincia di Benevento sono stati dirottati i 6 medici di presidio previsti per Pasut di San Bartolomeo?.

Dal Coordinatore Provinciale del PdL di Benevento, On. Nunzia De Girolamo e dal Consigliere Regionale Luca Colasanto, nonché Presidente della Commissione Ambiente, Energia e Protezione Civile, - prosegue l'esponente fortorino - ci aspettiamo chiarimenti e delucidazioni in merito a tale situazione, ma il loro silenzio in queste settimane è agghiacciante”.

Se queste sono le condizioni - continua il dirigente locale - siamo contro questa falsa apertura del Psaut di San Bartolomeo, sia perché metterà in serie difficoltà l’assistenza e l’emergenza sanitaria in un territorio gia martoriato dal punto di vista sanitario per assenze di strutture in grado di stabilizzare pazienti con infarto, ictus e qualsiasi altro patologia o trauma che richiede un trasferimento istantaneo in un pronto soccorso e sia perché si allungheranno i tempi di tecnici di emergenza per trasferire un paziente nel primo ospedale disponibile.

Infatti voglio ricordare ai nostri concittadini, che in tale struttura non ci sarà nessun posto letto e non è prevista nessuna unità operativa di emergenza come il centro HUB o centro Spoke e nessuna unita di emergenza Stroke per il trattamento dell’ictus. Infine secondo quando citato nel BURC n° 30 del 10 maggio 2012, il PSAUT di San Bartolomeo è gia attivo. Allora mi chiedo: quanti fondi sono stati stanziati dal 2010 dalla Regione Campania e dove sono finiti? Quali sono i laboratori di analisi e ambulatori specialistici previsti?”

“Il Psaut di San Bartolomeo – conclude Cormano - non sarà una bandierina elettorale in vista delle Politiche del 2013, per portare alla ribalta personaggi e soggetti politici che nulla hanno fatto per il nostro territorio, anzi stanno solo peggiorando la situazione con un isolamento prima sanitario e poi infrastrutturale”.

tratto da www.ntr24.tv

venerdì 9 novembre 2012

Il Comune di Baselice per la prima volta a Ecomondo

Ecomondo è la fiera internazionale della "green economy", ovvero la kermesse in materia di rifiuti e del loro recupero, dell'energia, dello sviluppo sostenibile e dell'impresa verde che si tiene a Rimini fiera la prima settimana di novembre. Alla 16esima edizione, che è stata inaugurata mercoledì 7 novembre, alla presenza del ministro dell'ambiente Corrado Clini, e che proseguirà fino a domani, sabato 10 novembre, ha partecipato, per la prima volta da quando si celebra il simposio, anche un comune della Valfortore. Si tratta del Comune di Baselice che, da due anni a questa parte ha fatto passi da gigante in materia di raccolta e riciclo dei rifiuti, ricevendo il premio di comune Rciclone per la migliore raccolta qualitativa, ed il premio Raee per le quantità prodotte per abitante, nel campo del recupero delle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

All'evento della quattro giorni riminese, il comune fortorino, amministrato da Domenico Canonico, ha partecipato con il suo assessore all'ambiente Salvatore Brancaccio, che è stato l'artefice dell'avvio della raccolta differenziata dei rifiuti nel proprio comune e che oggi - a soli due anni e mezzo dalla partenza (1 marzo 2010, ndr) può vantare il raggiungimento di risultati più che soddisfacenti ed una percentuale che va ben oltre i parametri minimi di legge.

"E' una grande soddisfazione, oltre che un onore - riferisce telefonicamente Brancaccio da Rimini - essere presente qui, ad un evento internazionale, a rappresentare il mio comune; è grazie ai miei concittadini ed alla loro fattiva e concreta collaborazione nella raccolta differenziata dei rifiuti che oggi possiamo vantare questi risultati e gli obiettivi, prefissati dalle normative, che abbiamo raggiunto ed egregiamente superato. Le buone pratiche, messe in campo dalla nostra Amministrazione, nel campo del riciclo, del percorso e del monitoraggio di tutto ciò che è "scartato" nella nostra vita quotidiana si stanno distinguendo fortemente anche nel sud e soprattutto in alcune zone della Campania, come il Sannio ed il Fortore.
Baselice, in tal senso, rappresenta un vero e proprio vanto e tra qualche anno - se si continua di questo passo - potrà sicuramente ambire a candidarsi come comune che fa impresa verde, assicurando servizi e premialità a fronte di una tassa tra le più economiche della Campania".

L'assessore che nella giornata di ieri ha preso parte a due convegni tematici dove, nel primo, ha potuto mettere in risalto l'importanza della raccolta monomateriale del rifiuto nelle sue molteplici frazioni da portare a riciclo, ed in un altro dove si è parlato dei costi della gestione dei rifiuti nei suoi aspetti tecnici. Nella giornata di oggi, invece, la presenza del Comune di Baselice ci sarà nel Forum sui Raee, dove si illustrerà la nuova direttiva europea, e nel convegno su l'implementazione della frazione organica del rifiuto come risorsa per una comunità. Nel corso della manifestazione il Comune provvederà anche a visitare i numerosi stand espositivi, dove si farà accreditare in eventuali promozioni a cui aderire, nonché negli acquisti da fare nell'ottica del miglioramento dei servizi.

"Tutte le idee, gli spunti di riflessione, gli accorgimenti ed i suggerimenti - conclude Brancaccio - di questa esperienza riminese saranno da me raccolti e trasferiti, per quanto sarà possibile, sia nel prossimo bando provinciale, al fine di ottenere qualche necessaria risorsa da investire nel campo, sia nel miglioramento, nonché nella estensione del sistema della raccolta dei rifiuti comunale. In tempi di cosiddetta spendig review bisogna ottimizzare la efficacia della raccolta tenendo conto della efficienza energetica e della razionalizzazione dei trasporti. Per questo chiederò ai miei concittadini ancora uno sforzo affinché si impegnino seriamente ed ancora di più a differenziare i rifiuti senza furbate di sorta nei conferimenti. Purtroppo a Baselice vi sono ancora famiglie che, pensando di essere più brave di altre, conferiscono (o abbandonano vicino a qualche campana del vetro, od in altri posti) i loro rifiuti senza rispettare le regole: così facendo creano un danno verso tutta la collettività. La catena dei costi a fronte delle esigenze che occorrono per la gestione dei servizi deve trasmettere nella cittadinanza una certa cultura del risparmio che ci deve consentire di parametrare le tariffe in linea con gli stili di vita".

mercoledì 7 novembre 2012

L'associazione Simeone contro le trivellazioni

Protesta viene dall’associazione culturale "Generoso Simeone" di Benevento in relazione alle recenti ricerche messe in atto nel territorio sannita alla volta del petrolio. “Dagli anni 80 ad oggi, i tumori in Italia sono aumentati del 20% per linfomi e leucemie, del 27% per il seno, del 10% per il cervello e del 15% circa per il fegato. La terra trema, l’Italia si piega ai facili guadagni, l’opinione pubblica rimane in silenzio e la politica tace. Nell’estate 2012 si è parlato di trivellazioni e di ricerca dell’oro nero, perché l’ultima idea del Ministro Passera è far calare il PIL aumentando i pozzi di petrolio e facendo dell’Italia un corridoio del gas che corre verso l’Europa. Questo a discapito delle energie alternative che ora si vede ridimensionati gli incentivi.

Così dopo Nusco e Santa Croce – si legge nella nota dell’associazione - è stata individuata un’altra zona da trivellare dal nome convenzionale di “Pietra Spaccata” che interesserà i comuni di Baselice, Campolattaro, Casalduni, Castelpagano, Castelvetere in Val Fortore, Circello, Colle Sannita, Foiano di Val Fortore, Fragneto l’Abate, fragneto Monforte, Molinara, Morcone, Pago Veiano, Pesco Sannita, Pontelandolfo, Reino, San Giorgio la Molara, San Marco dei Cavoti. Le attività estrattive causano pericolose fratture nel sottosuolo, in seguito all’utilizzo di sostanze chimiche aggressive e violente, nocive per la terra e di conseguenza per la nostra salute. Eppure come dimostrano ricerche ultimamente pubblicate da Legambiente il petrolio in Italia è poco ed estrarlo sperando di arricchirsi è una vittoria di Pirro. La nostra posizione è ben chiara – ha concluso la nota – ma non ce ne staremo con le mani in mani, ma cercheremo con banchetti informativi, seminari universitari, video, interviste di far sentire la nostra voce ed il nostro no alle trivellazioni”.

www.ilquaderno.it

domenica 4 novembre 2012

I forestali e Ballarò

Un centinaio di operai forestali si sono dati appuntamento a Montefalcone di Val Fortore per manifestare tutto il loro disagio che stanno vivendo a causa della crisi del settore forestazione in cui versa la Regione Campania davanti alle telecamere di «Ballarò». I lavoratori davanti alle telecamere hanno manifestato tutta la loro indignazione e rabbia per una vicenda ormai
drammatica che si trascina da oltre un anno.

Al sit-in organizzato a Montefalcone erano presenti, oltre agli operai della comunità montana del Fortore, anche alcuni provenienti dal Tammaro e dal Titerno, da Salerno e da Avellino. Tra questi c’erano anche quelli che la settimana scorsa avevano minacciato di lanciarsi da un ponte sull’autostrada A/30.

Una protesta civile per chiedere alla Regione Campania e al presidente Caldoro di risolvere al più presto, non solo la questione degli stipendi arretrati, ma di fare chiarezza sul futuro del settore forestazione in Campania.

“Ci sentiamo dei lavoratori in nero – hanno detto gli operai davanti alle telecamere – qualcuno ci spieghi se siamo ancora dei dipendenti della Regione oppure siamo dei disoccupati. Non è possibile vivere senza stipendio per diciassette mesi. Ci presentiamo ogni mattina sul cantiere per fare il nostro lavoro, nonostante le difficoltà e i disagi che abbiamo”.

Parlano di una situazione difficile nelle famiglie, un disagio sociale che rischia di scoppiare. Spiegano le difficoltà di mandare avanti la famiglia. qualcuno da mesi non vive più a casa, ma si è dovuto trasferire con tutta la famiglia a casa dei genitori, perché non riesce nemmeno fare la spesa. C’è chi non riesce più guardare negli occhi figli. Gli operai hanno rivendicato un ruolo di primaria importanza per i territori montani. “Grazie al nostro lavoro questi territori possono continuare a vivere. Senza la nostra opera di manutenzione e prevenzione le zone montane rischiano di diventare deserte. Nelle emergenze, come alluvioni, smottamenti e incendi,
siamo i primi ad intervenire. Abbiamo il diritto di sapere quale sarà il nostro
futuro e il futuro delle nostre zone montane”.

Gli operai, dunque, chiedono certezze sui fondi destinati alla forestazione chiedono, in questo momento, che vengano loro pagati gli arretrati. Arretrati, che per quanto riguarda il 2011, sembrano ormai risolti. Pare che ieri pomeriggio, per quanto riguarda gli operai forestali della comunità montana del Fortore, i mandati di pagamento siano stati consegnati in banca. Quindi, se i tempi saranno rispettati, lunedì i lavoratori dovrebbero riscuotere le mensilità arretrate del 2011 (novembre, dicembre e la tredicesima). Restano però ancora tanti dubbi sul 2012. Infatti, la Regione ancora non si esprime sui piani forestali presentati dalle comunità montana, inoltre, c’è, a detta dei vertici delle montano fortorino, ancora tanta confusione sull’utilizzo dei fondi Fas.

Un po’ di chiarezza, si augurano enti e sindacati, venga degli incontri della prossima settimana con il consigliere per il settore agrivolo e forestale di Caldoro. Mercoledì, infatti, Daniela Nugnes, da poco insediatasi, incontrerà i presidenti delle comunità montane e giovedì le organizzazioni sindacali.

tratto da Ottopagine/Benevento

giovedì 1 novembre 2012

Province di Avellino e Benevento accorpate. Ma al Sannio va il capoluogo

Il Consiglio dei Ministri ha deciso: 34 province italiane cessano di esistere e tra queste c’è, come previsto, quella di Benevento che dopo oltre 150 anni perderà l’autonomia e sarà accorpata (ora è ufficiale) con quella di Avellino. Il capoluogo sarà, comunque, Benevento perchè più popolosa della città irpina.

Un’ipotesi, quest’ultima, che in Irpinia si spera venga scongiurata perchè – secondo loro - è la provincia di Benevento ad essere stata accorpata ad Avellino che, rispettando i criteri stabiliti dal Governo, mantiene intatte le sue prerogative (compresa quella del capoluogo).

Fonte: www.sanniopress.it

martedì 30 ottobre 2012

Trivellazioni, ecco l'intervento di Bianco e Del Vecchio in consiglio comunale

Postiamo un interessante articolo apparso oggi sul quotidiano "Ottopagine-Benevento", dal titolo «Ora bisogna agire uniti insieme agli altri comuni e alla Provincia».

“Una prova di maturità, quella del consiglio comunale, nell’esprimere unanimemente un fermo no alle trivellazioni”. Così Michele Bianco e Michele Del Vecchio, consiglieri del comune di Baselice, all'indomani della decisione dell’assise di esprimere parere negativo ai progetti di ricerca di idrocarburi sul territorio comunale. Bianco e Del Vecchio avevano chiesto al sindaco di convocare un consiglio per affrontare e approfondire l’argomento delle trivellazioni, perché preoccupati, anche alla luce delle richieste fatte ai comuni interessati dall’assessore provinciale Aceto di adottare delibere con parere sfavorevole a tali progetti, dei rischi delle ricerche di idrocarburi per l’ambiente.

I due consiglieri hanno presentato una dettagliata relazione sull'argomento, snocciolando dati ed esempi sui rischi e sui possibili danni, “senza una ricaduta economica per le popolazioni interessate, là dove tali progetti si sono realizzati”.
“Abbiamo molti esempi di territori devastati dalle trivellazioni, penso alla Basilicata, alla Calabria, alla Sicilia” afferma Michele Bianco.

“Quello che ci preoccupa sono i progetti che le aziende hanno presentato ai comuni. Sono progetti incompleti, privi di dati di obiettivi concreti. Come si può giudicare la validità e la correttezza di tali iniziative senza dati reali? Alcuni esperti nel campo delle ricerche dei idrocarburi, ci hanno detto che tra l’altro il nostro territorio è già stato scandagliato nel passato e i risultati dicono che non c’è niente di interessante nel nostro sottosuolo. Le nostre preoccupazioni condivise ad unanimità dal consiglio sono soprattutto per i rischi ambientali. Le trivellazioni potrebbero arrecare gravi danni alle nostre falde acquifere. Falde acquifere importanti, tant’è che il comune ha messo in cantiere progetti importanti per la captazione e la valorizzazione di tali risorse”.

Il no di Baselice arriva dopo i pareri negativi dei comuni del Tammaro e di alcuni comuni del Fortore interessati dai progetti di ricerca di idrocarburi. “Ora, anche alla luce del fatto che anche altri consigli comunali hanno espresso parere negativo alle trivellazioni, credo – conclude Bianco – che tutti insieme, con l’appoggio della Provincia, dobbiamo dar vita ad iniziative che ci mettano a riparo da tali pericoli, facendo sentire la nostra voce e il nostro dissenso alle istituzioni regionali e statali, visto che i progetti sono stati sottoposti alla valutazione dell’impatto ambientale della Regione Campania”.

lunedì 29 ottobre 2012

Baselice, il consiglio comunale: no alle trivellazioni pretrolifere


Un secco e fermo no alle perforazioni petrolifere; un’adesione convinta verso il referendum per il Molisannio, con la costituzione della commissione consiliare (ne faranno parte i consiglieri Bianco, Del Vecchio Michele e Maddalena, oltre al sindaco); Il voto a sostegno della candidatura per l'Ufficio di Giudice di Pace a San Bartolomeo; l'adesione al progetto della bandiera arancione (proposto dalla minoranza, ndr); il costituendo comitato dei sindaci per la Fortorina, e lo scioglimento della convenzione per il Consorzio Sannio.it. Sono stati questi sei argomenti, sui dodici posti all'ordine del giorno, sui quali il consesso civico ha espresso voto unanime.

Nella riunione del Consiglio comunale di venerdì sera, convocata in sessione ordinaria, principalmente per licenziare il riequilibrio di bilancio, (un adempimento obbligatorio, anche se quest'anno il termine ultimo è slittato al 30 novembre, ndr) sono stati licenziati anche alcuni regolamenti comunali: quello sull'Imu, quello per l'affidamento di servizi, lavori e forniture in economia, quello sulla monetizzazione delle aree per l'urbanizzazione primaria e secondaria ed infine quello sulla gestione degli impianti sportivi e le strutture comunali.

Assenti alla seduta due consiglieri del gruppo di minoranza (Ricci e Pietrantuono) mentre, per la maggioranza di Canonico, erano tutti presenti, compreso l'assessore esterno Delli Veneri.

Per quanto riguarda il riequilibrio di bilancio approvato con sette voti a favore e l'astensione di Bianco e Michele Del Vecchio), il regolamento Imu e l'applicazione delle aliquote (qui l'unica variazione ha riguardato l'aumento al 10,6 per mille degli opifici industriali) si è registrato il voto contrario del gruppo di minoranza, rappresentato per la circostanza da Del Vecchio Antonio e Maddalena.

Sul riequilibrio la minoranza ha fatto verbalizzare una dichiarazione sulla presenza - a loro dire - di alcuni debiti fuori bilancio che non potrebbero consentire tale adempimento; mentre sul regolamento Imu ha chiesto ed ottenuto più di una spiegazione (da parte dell'assessore Zeolla) sul fatto che l'accorgimento di equiparare il tributo come prima casa per gli emigranti avesse decorrenza solo dal 2013.

Un ruolo molto agevole ed assai strumentale, sul tema delle imposte, quello svolto dalle opposizioni in generale, che - assai di frequente – propongono soltanto emendamenti al risparmio senza badare alla cd. quadratura di bilancio, ed ai continui tagli che gli enti locali subiscono.

Sugli altri tre regolamenti comunali, invece, tutti approvati unanimemente dalla maggioranza e dal consigliere indipendente Del Vecchio, mentre i rappresentati dell'opposizione si sono astenuti. Tra i tre regolamenti, due riguardavano, rispettivamente, l'aggiornamento ai nuovi parametri del codice dei contratti pubblici, e l'attenzione economica riservata (da parte dell’amministrazione, ndr) ai titolari di proprietà nella zona C del Piano regolatore, intenzionati a costruire; mentre il terzo disciplinava gli impianti e le strutture sportive. Un regolamento, quest'ultimo, proposto dal consigliere delegato allo sport Giancarlo Verdura, e sul quale egli ha lavorato alacremente in sinergia con le associazioni sportive del territorio.

Su tutti gli argomenti c'è stata la relazione illustrativa da parte del Sindaco Canonico, eccetto gli argomenti relativi al Giudice di Pace (dove ha relazionato l'assessore Brancaccio), le perforazioni petrolifere, meglio conosciute come trivellazioni in materia di idrocarburi, e che sono all'ordine del giorno da un po' di mesi nel nostro comprensorio, (con una attenta, esauriente e minuziosa illustrazione da parte dei consiglieri Michele Bianco e Michele Del Vecchio), e sulla cosiddetta Bandiera Arancione - un riconoscimento simile alla Bandiera Azzurra per le zone costiere - ( dove c'è stata la illustrazione del consigliere Maddalena).

Su tutti gli argomenti si è svolto un ampio ed esauriente dibattito, con il primo cittadino a spiegare e fornire dettagli in particolar modo sulle scelte, alcune obbligate, in tema e economico, che la sua Amministrazione sta facendo e che sono tutte in linea sia col programma di mandato - tra cui le ulteriori iniziative nel campo della cultura (Gioielli e Borghi d'Italia) e per il marchio denominazione controllata (il cosiddetto a.de.co. per il moscato) sia per salvaguardare, per quanto più possibile, le esigenze di vita dei cittadini.

(Tratto da Ottopagine/Benevento)
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