sabato 25 giugno 2011

Comunità montana del Fortore, Brancaccio vicepresidente

A seguito del consiglio generale della Comunità Montana del Fortore che ha visto, tra l'altro, la elezione del nuovo componente dell'organo esecutivo, appartenente al Comune di Baselice, il riconfermato presidente Zaccaria Spina ha riunito, nei giorni scorsi, la prima giunta del nuovo corso, provvedendo anche a firmare i decreti di delega ai due assessori.

A Salvatore Brancaccio, già componente della Giunta nel proprio Comune, è stata conferita la Vicepresidenza della Comunità Montana, con potere di rappresentanza dell'Ente, ed inoltre gli è stata conferita la delega alla Forestazione, ai Servizi associati, alla Viabilità ed al Personale.

A Giuseppe Ruggiero, invece, già vicesindaco nel proprio comune, sono andate le deleghe ai Fondi comunitari, al Psr ed all'Energia, unitamente al Bilancio, all'Economato e la Statistica. Lo stesso presidente Spina ha trattenuto per sé le deleghe ai Lavori pubblici, ai Rapporti con i comuni, alla Programmazione e pianificazione del territorio, al Catasto e Svincoli.

“Cercherò, con l'impegno di sempre – ha dichiarato l'Avv. Brancaccio – di non deludere le aspettative. Nel mio intervento nell'ultimo Consiglio generale ho avuto modo di rimarcare che seppur operando in un periodo di “vacche magre” e di gravi ristrettezze economiche cercherò in ogni modo di operare per il rilancio della Comunità del Fortore, raccogliendo le istanze di tutti i Comuni che ne fanno parte. Con i dirigenti ed i responsabili di settore convocherò quanto prima una riunione per conoscere più approfonditamente lo stato dell'arte e per dare inizio alla programmazione da porre in essere per l'avvenire.
Parimenti farò la stessa cosa con i dirigenti degli assessorati della Regione Campania ai quali farò certamente presente la situazione di precarietà esistente, sollecitandone – per quanto possibile – lo sblocco delle risorse già oggetto di decretazione. Purtroppo, solo con le sole anticipazioni di cassa non è possibile più gestire neanche l'ordinario...”.

Tra gli argomenti approvati nell'ultima Giunta vi sono, poi, la rimodulazione del piano della Forestazione, già oggetto di deliberazione dell'ultimo consiglio, e la unanime decisione di ricorrere ancora una volta all'anticipazione di cassa per mettere in pagamento le spettanze degli operai della forestazione riguardanti il mese di marzo 2011. All'inizio del prossimo mese sarà inoltre avviato anche il servizio di antincendio boschivo, il quale dovrà essere ancora meglio gestito ed organizzato sotto il punto di vista dell'efficienza e dell'efficacia, unitamente alle 50 unità con qualifica di operaio idraulico forestale, la cui graduatoria definitiva dovrà essere pubblicata per il 27 giugno.

venerdì 24 giugno 2011

Tagli ai trasporti, Brancaccio protesta con la Provincia

Postiamo la nota che l'assessore del Comune di Baselice, Salvatore Brancaccio, ha inviato al presidente della Provincia Cimitile e all'assessore provinciale ai Trasporti Vito Bello.

Con riferimento alla comunicazione dell’Etac del 21 giugno ricevuto da questo Ente in data odierna (23 giugno) in cui è richiamata la nota di determinazione n.171/2011, sulla scorta della quale – e con decorrenza 27 giugno p.v. – saranno operati ulteriori tagli alle linee di collegamento del Trasporto pubblico locale si rappresenta vivamente disaccordo per quanto deciso.

Infatti, trattandosi di decisione assunta unilateralmente e senza preavviso riscontro – seppur nella previsione di affidamento dei servizi al gestore unico – non è affatto condivisibile Né giustificabile, in quanto grandemente penalizzante per la nostra popolazione.

A nulla valgono sia gli incontri sia la formulazione di proposte se poi le decisioni vengono puntualmente assunte in totale autonomia ed in assenza di contraddittorio. Già dagli inizi di giugno sulla linea di collegamento Baselice (da e per) Benevento sono stati inopinatamente soppressi una ventina di chilometri – con la conseguenza di escludere dal servizio la strada provinciale n. 54 “Baselice-Ponte Carboniera”, mentre a partire da lunedì prossimo un ulteriore disagio (allungamento dei tempi di percorrenza) sarà riservato all’utenza di Baselice e della Valfortore.

In data 7 marzo 2011 sia al prof Gallo che all’arch. Pisaniello avevo caldamente consigliato di tener ben presente la situazione in cui riversa la zona del Fortore prima di mettere mano e/o assumere eventuali decisioni emendative, il mio invito è però… caduto nel vuoto.

Alla luce di ciò, vi invito comunque a mantenere lo status quo ante almeno fino alla definitiva procedura di aggiudicazione dei servizi di trasporto al gestore unico., per poi cercare di trovare una soluzione stabile e spero che possa portare in tema di trasporto pubblico locale qualche vantaggio a Baselice ed all’intera Valfortore.

Salvatore Brancaccio

giovedì 23 giugno 2011

San Bartolomeo, presentazione del libro "Il brigante Secola"


Sabato 25 giugno alle ore 18,00 presso il Museo civico Castelmagno di San Bartolomeo in Galdo (via Leonardo Bianchi), l’amministrazione comunale in collaborazione con l’assessorato alla Cultura e alle politiche sociali e la Commissione cultura, presentano il libro, edito della casa editrice Il Chiostro, "Il Brigante Secola-La sanguinosa rivolta del Fortore post-unitario", del giornalista baselicese Antonio Bianco.

Alla presentazione parteciperanno il sindaco di San Bartolomeo in Galdo, Vincenzo Sangregorio e l’assessore alla Cultura Gianpaolo Fiorilli. Relatori Salvatore Sgambato, presidente della Commissione cultura di San Bartolomeo in Galdo e Giancristiano Desiderio, giornalista e scrittore sannita originario di Sant’Agata dei Goti.

Il libro, come lo definisce lo stesso autore, “è la storia di un brigante per caso, muratore del Fortore”. “E’ la piccola storia di un uomo che, come tanti, viene travolto dagli eventi, ma sono gli uomini come Secola i veri protagonisti della storia. La grande storia, quella raccontata dai vincitori, sovrasta e dimentica le ragioni dei vinti; per questo molto ancora andrebbe indagato, per capire le ragioni e le vicende di cui ancora oggi subiamo le conseguenze".

mercoledì 22 giugno 2011

Comunità Montana del Fortore, non si placano le polemiche

Si infittisce il carteggio sulla vicenda statutaria della Comunità Montana del Fortore (Benevento) perché, dopo la replica del presidente Spina, non si fanno attendere le 'controdeduzioni' del primo cittadino di San Bartolomeo in Galdo, Vincenzo Sangregorio.

Che, in una luna nota scrive di voler replicare a Spina "innanzitutto, per dirgli che io ero presente e seduto al tavolo del Consiglio della Comunità Montana,ma, con un atto arrogante e antidemocratico, non mi è stata data la facoltà né di parlare né tanto meno di votare! Solo allorquando il sindaco di Castelfranco in Miscano ha preteso che fosse messa a verbale la mia presenza e il fatto che non mi era stata data facoltà di parlare, forse, il Presidente si è accorto di me. Di talecomportamento sarà messa a conoscenza la Magistratura che deciderà su un eventuale abuso! Voglio ricordargli, inoltre, che, oltre al sottoscritto, era presente l’intero Consiglio comunale di San Bartolomeo in Galdo, che ha assistito alla scena pietosa del Presidente e del Segretario della Comunità Montana, i quali hanno offeso e leso tutta la popolazione di San Bartolomeo in Galdo, non permettendo al loro più alto delegato di esprimere con forza il suo disappunto verso il tentativo, mal celato, di trasferire gli uffici strategici della Comunità Montana del Fortore, lasciando a San Bartolomeo solo la sede legale. Voglio ricordare, inoltre, tutte le battaglie a viso scoperto che il sottoscritto, insieme alla sua Amministrazione Comunale, ha condotto verso le decisioni scellerate riguardanti la sanità (vedi manifestazione contro l’accorpamento dei Distretti di San Bartolomeo e Morcone, sit-in per l’apertura del Psaut…), riguardo alla Fortorina che, in più di un articolo, è stata definita dal sottoscritto “Tammarina”, dallo sdegno, più volte dimostrato, per la condizione delle strade del Fortore, non temendo di inimicarsi amministratori e dirigenti provinciali e regionali.

Forse queste battaglie non hanno sortito il risultato sperato, ma sono state fatte a viso scoperto, senza tramare nel sottobosco della politica! Spieghi, infatti, ai cittadini Sanbartolomeani, il Presidente Spina, come mai la prima ipotesi di apertura del PSAUT di San Bartolomeo in Galdo si è arenata! Vi ricordate cosa prevedeva? Lo spostamento del 118 di Ginestra a San Bartolomeo in Galdo. Avete letto qualche articolo del Sindaco Spina contrariato? Io no. Ma lo spostamento non è avvenuto… chi ha fatto in modo che ciò non avvenisse? Il sottobosco!".

"Il tuo modo di fare politica, caro Presidente, - conclude Sangregorio - non ci appartiene; io non vedo la presenza o meno di un delegato Sindaco in un Consiglio dal brogliaccio del Segretario! Ad un Sindaco, che rappresenta il Comune più grande della Comunità Montana, non può essere negata la partecipazione alla seduta in nome di una, non meglio specificata, norma riguardante le deleghe! Hai commesso un grave atto contro la Democrazia e, prima o poi, dovrai renderne conto, se non penalmente, politicamente! Prima o poi la gente si deve stancare del vostro modo di fare politica, di stringere alleanze nel sottobosco. Io ho sempre giocato a viso scoperto, anche con te. Ti ho sempre rimproverato la tua inefficienza riguardo la gestione dei servizi della Comunità Montana a San Bartolomeo e, dunque, ti ho sempre accusato di dipendere troppo dal tuo Segretario generale. Ti ho chiesto di svincolarti, ma, evidentemente, lui ti serve più di me!".


Ed ecco la precisazione del Presidente Zaccaria Spina

In riferimento ai commenti che hanno fatto seguito alla riunione del Consiglio Generale della Comunità Montana del Fortore, il Presidente dell’Ente Zaccaria Spina fa una definitiva precisazione nei confronti del sindaco di San Bartolomeo Sangregorio.

“Le affermazioni del Sindaco, ha commentato il Presidente Spina, mi lasciano sconcertato in quanto dimostrano una grave approssimazione nell’approccio a nozioni elementari circa l’esercizio dei poteri e delle prerogative degli amministratori e del funzionamento degli organi istituzionali.

Siamo all’ABC della materia in quanto, non so se Sangregorio ne è a conoscenza, il soggetto titolare del diritto di rappresentanza dell’Ente in seno alla Comunità Montana è, per legge, lui stesso in qualità di Sindaco; fatto sta che lui sin dal 04 Agosto 2009 ha prodotto atto di “conferimento delega speciale” a rappresentare l’Amministrazione Comunale di San Bartolomeo in Galdo (nota n.3881/2009) al suo Consigliere Comunale Giovanni Ricciardi, il quale sin da allora, ha sempre rappresentato il Comune di San Bartolomeo in Galdo rivestendo anche la carica di Presidente di una Commissione.

A tutt’oggi, non solo tale provvedimento non è mai stato revocato, ma il Consigliere Ricciardi, regolarmente convocato all’ultimo Consiglio Generale, dopo essere stato assente ai primi argomenti è regolarmente intervenuto partecipando alla discussione e votazione degli argomenti ulteriori.
Detto questo, l’unico abuso grave non solo dal punto di vista giuridico, ma anche dal punto di vista politico-istituzionale nei confronti dell’intero consesso, è stato perpetrato, o quanto meno tentato dallo stesso Sangregorio, il quale con un comportamento che ritengo anche scorretto nei confronti del suo delegato, pretendeva, senza averne titolo, di partecipare ai lavori e addirittura votare determinando turbative e motivi di illegittimità degli atti. Se il Sindaco di San Bartolomeo vuole far parte del Consiglio Generale, non ha che da revocare la sua delega al suo Consigliere Ricciardi.

Considerata la estrema semplicità della vicenda, mi rifiuto di pensare che siamo di fronte ad una sceneggiata messa in piedi da dilettanti allo sbaraglio e, voglio piuttosto credere al fatto non meno grave, che si tratta di pretesti per alzare polveroni tesi a nascondere ben altre realtà locali atteso anche, tra l’altro, che assolutamente nulla di nuovo si è previsto rispetto allo Statuto vigente da sempre.
Ai cittadini di San Bartolomeo deve essere lui a dar conto dei risultati che porta a casa con le sue strategie ed è sempre lui che probabilmente li offende nel momento in cui non sa, (o non vuole sapere) come fare per partecipare ad un normale Consiglio della Comunità Montana; a lui chiedo di leggere lo Statuto già vigente per rendersi conto della inutilità dei problemi sollevati.

Relativamente alle domande sulla situazione Psaut, dovrà essere lui a spiegare ai suoi concittadini il modo in cui ha gestito la faccenda, il fatto che lo chieda a me, dimostra che dopo un anno probabilmente non l’ha ancora capito.
Relativamente all’efficienza della gestione di questa Amministrazione, conclude il Presidente Spina, lo invito presso il mio ufficio, visto che forse non si parla con il suo delegato, e gli racconterò tutto ciò che abbiamo fatto e tutto ciò che stiamo facendo.”

www.ntr24.tv

Comunità montana, la replica di Spina

Inviamo e pubblichiamo la risposta di Zaccaria Spina, presidente della Comunità Montana del Fortore, alla nota diffusa ieri dall'amministrazione comunale di San Bartolomeo in Galdo e riferita alla svolgimento dell’ultimo Consiglio Generale della Comunità Montana del Fortore.

“Non so, afferma il Presidente Spina, chi abbia materialmente scritto la nota di commento in merito alla riunione dell’ultimo Consiglio Generale, ma di sicuro si tratta di qualcuno che non ha assistito ai lavori o quanto meno lo ha fatto in modo distratto.

Premesso che il rappresentante del Comune di San Bartolomeo non ha partecipato ai lavori del punto 1 e 2 e quindi non è stato presente né sulla discussione e votazione per il Presidente e la Giunta che ha riportato 9 voti favorevoli, un astenuto ed uno contrario, né è stato presente sulla discussione e votazione dei primi articoli dello Statuto tutti approvati a maggioranza assoluta o all’unanimità.

In particolare al momento della discussione sullo Statuto erano 10 i presenti in aula in quanto anche il Sindaco di Castelvetere in Valfortore si era assentato per impegni personali.
Solo al terzo ed all’ultimo punto infine è rientrato il rappresentante del Comune di San Bartolomeo per votare all’unanimità la rimodulazione del piano forestale.

Nessuno dei presenti ha inteso parlare del ruolo che deve assumere il Comune di San Bartolomeo in Galdo in quanto si è solo pensato ad occuparsi nel miglior modo possibile di organizzare l’Ente Comunità Montana composta da 12 paesi in un territorio che va da Apice a Castelvetere di Valfortore e approvando, in modo pressoché unanime, la possibilità di individuare forme di apertura e presenza dell’Ente anche in altre realtà strategiche del comprensorio; La centralità del Comune di San Bartolomeo in Galdo dovrebbe essere determinata dal Sindaco e dall’Amministrazione Comunale che dovrebbero attrarre ed aggregare gli altri comuni del territorio proponendo progetti strategici e programmi di sviluppo socio-economico in cui il comune, rivestendo un ruolo pilota, possa fungere da traino per tutti gli altri.

Il Sindaco di San Bartolomeo anzicchè tramare e brigare per gli scopi di qualcuno, determinando inutili lacerazioni e spaccature tra i 12 Comuni che non giovano al territorio dovrebbe dimostrare grande comprensione verso l’Ente montano in un momento di enorme difficoltà in cui è messa in discussione la sua stessa sopravvivenza.
Il Sindaco di San Bartolomeo anzicchè promuovere riunioni solo con qualche Sindaco per criticare gli altri dovrebbe spendere le sue energie per incidere su alcune scelte che penalizzano il paese, tipo la mancata realizzazione della così detta “FORTORINA” di cui di Fortore porta, ormai, solo il nome.

La mancanza di collegamenti adeguati, unitamente a tante altre criticità presenti, potrebbe accelerare in modo irreversibile lo spopolamento dei paesi rendendo a questo punto inutili le lotte per le erogazioni di servizi in tanti altri settori tipo la scuola, tipo la sanità.

Non si cerchino, conclude il Presidente Spina, argomenti inventati e creati ad arte per sollevare inutili polveroni, inutili piagnisteri e soliti vittimismi per strumentalizzazioni politiche che non gli porteranno nulla di buono.”

www.ntr24.tv

martedì 21 giugno 2011

Eolico, no all'installazione di due impianti


Il Consiglio comunale di San Bartolomeo in Galdo si schiera contro l'installazione sul proprio territorio di due parchi eolici. Un primo della potenza di 90 MW, che prevede la realizzazione di 30 aerogeneratori, l'altro di 42 MW che ne prevede invece 14. Due progetti proposti dalla stessa società, la Capital Consulting.

Dopo i pareri negativi del Settore Ambiente della Regione Campania e della Commissione regionale VIA, sui due progetti si doveva esprimere l'Assise consiliare di San Bartolomeo che, nella seduta del 14 giugno, all'unanimità, ha deliberato il proprio parere negativo alla realizzazione dei due impianti.
Un “no” che il Consiglio comunale motiva innanzitutto con la presenza nei comuni limitrofi (di Baselice, Foiano di Valfortore, Montefalcone di Valfortore, Roseto in Valfortore, Alberona, Volturino e Volturara Appula) di una moltitudine di aerogeneratori: “i 44 aerogeneratori – sottolinea il Consiglio – si andrebbero ad aggiungere a quelli esistenti, determinando un'alta concentrazione e un impatto deturpante dell'ambiente”. Attualmente sul territorio dei comuni citati esistono centinaia di aerogeneratori. “Con la realizzazione dei due nuovi impianti – si afferma –, si andrebbero ad aggiungere torri più grosse e massicce di quelle esistenti, con altezze al mozzo di 90 metri e con un diametro del rotore pari a 92,5 metri, con la conseguenza che si verificherebbe la coesistenza di quattro o più tipi di aerogeneratori con altezze e forme diverse, creando un forte disturbo visivo, soprattutto in considerazione che lo scenario sarà visibilissimo sia dal centro urbano di San Bartolomeo sia da qualsiasi punto del nostro territorio comunale, nel quale sono presenti siti di particolare interesse ambientale”. E in merito, maggioranza ed opposizione aggiungono: “I progetti pendenti presso la Regione che interessano il nostro Comune e quelli limitrofi devono essere valutati contestualmente, per poterne valutare il negativo effetto visivo “tipo bosco” ed ogni altro aspetto tecnico-ambientale-paesistico”.

Ed ancora, parere negativo ai due impianti per la salvaguardia dello sviluppo, “che – si ribadisce – verrebbe irrimediabilmente compromesso dall'invasione di centinaia di torri eoliche di diversa forma e potenza, previste nei progetti pendenti presso la Regione. Se tutto ciò venisse realizzato il nostro territorio sarebbe un bosco di torri e tralicci che non potrebbe coesistere, ad esempio, con la fauna stanziale, con le rotte migratorie, né con la tutela dell'eccellente allevamento di bovini di razza Marchigiana con marchio IGP, conosciuto in tutta Italia”.
Inoltre, i due progetti – sottolinea il Consiglio comunale – contrastano con il Piano energetico adottato dal Comune di San Bartolomeo, che, al fine di evitare l'impatto visivo prevede la possibilità di procedere all'installazione di aerogeneratori di micro-generazione fino a 60 Kw a favore delle aziende agricole esistenti sul territorio, al fine di raggiungere il duplice obiettivo di dare la possibilità di diversificare gli investimenti degli imprenditori agricoli e di evitare l'aggressione ed il deturpamento del territorio, con aerogeneratori di grossa taglia estremamente impattanti.

I due impianti sono in contrasto anche con la normativa del Nuovo Codice della Strada, in quanto alcuni aerogeneratori non rispettano le distanze dalle strade comunali/vicinali e per di più, in alcuni casi, avendo un raggio rotorio pari a circa 45 metri, nella fase di esercizio sorvolerebbero le strade stesse, ad una altezza dal piano campagna di circa 35 metri, creando così una servitù aerea estremamente pericolosa, ancor di più nel periodo invernale quando si potrebbe formare del ghiaccio sulle pale degli aerogeneratori, durante il loro funzionamento potrebbe staccarsi ed invadere le carreggiate sottostanti, con evidente pericolo per la pubblica incolumità.

www.ilsannioquotidiano.it

lunedì 20 giugno 2011

Statuto Comunità montana, il Comune di San Bartolomeo pronto a dare battaglia

Postiamo l'intera nota del Comune di San Bartolomeo in galdo girata agli organi di stampa.

Nella serata di giovedì 16 giugno 2011, presso la sede di San Bartolomeo in Galdo, si è riunito il Consiglio della Comunità Montana del Fortore. L’ordine del giorno prevedeva la convalida dei sindaci neoletti di San Giorgio la Molara e di Castelvetere e del delegato di Buonalbergo, la nomina di un nuovo assessore (l’avv. Salvatore Brancaccio, consigliere comunale di Baselice, che prende il posto dell’Avv. Pietrantuono di Castelvetere), l’approvazione del nuovo Statuto della Comunità Montana (atteso dal 2008) e l’approvazione del Piano di forestazione. Con la nomina di Brancaccio, la giunta esecutiva è oggi composta dal presidente Zaccaria Spina, sindaco del più piccolo comune della Comunità Montana, Ginestra degli Schiavoni e ormai alla guida della Comunità Montana da diversi anni, dallo stesso Brancaccio, e dal delegato di Foiano Valfortore, Dr. Giuseppe Ruggiero.

Frizioni e contrapposizioni sono state avvertite fin dall’inizio della riunione, ma hanno toccato il loro apice quando si è iniziato a trattare della questione “Statuto”. Il presidente, infatti, con fare alquanto discutibile, intendeva far approvare all’istante lo Statuto dai consiglieri, rimandando solo a un successivo e non specificato incontro, la discussione di eventuali modifiche da apportare prima della pubblicazione.

A quel punto, i sindaci di Castelfranco in Miscano, San Giorgio la Molara, Castelvetere in Valfortore e San Bartolomeo in Galdo hanno manifestato il loro dissenso, pretendendo la lettura dello statuto e l’approvazione dello stesso, articolo per articolo. Già il primo articolo ha suscitato le controversie dell’amministrazione di San Bartolomeo che è accorsa al completo per esigerne la modifica.

L’articolo in questione, dopo aver statuito che la sede legale della Comunità Montana del Fortore è San Bartolomeo in Galdo, prevede, infatti, la possibilità di aprire sedi operative o istituzionali in locali messi a disposizione da altri comuni, aprendo la strada al decentramento degli uffici della Comunità Montana.

Tale articolo, invece, durante il consiglio, è stato approvato anche con i voti – è bene sottolinearlo – di Baselice e di Foiano che pure hanno sempre sostenuto di scommettere sulla centralità di San Bartolomeo in Galdo e sulla solidarietà reciproca tra i tre centri fortorini. Ad un certo punto si è temuto anche il peggio, quando è apparso un emendamento, non firmato da alcuno, contenente la possibilità del decentramento degli uffici della Comunità Montana per motivi economici e finanziari. Come dire che, poiché il vecchio contratto di fitto dei locali comunali alla Comunità Montana prevede un canone di € 4.000,00 annui, tra l’altro non versati ormai da diversi anni, questo giustifica lo spostamento degli uffici.

Un altro emendamento, anch’esso privo di firma, prevedeva, per di più, una modifica all’art. 39 dello Statuto in via di approvazione; art. 39 che disciplina le funzioni del segretario generale, prevedendo nuovi e più ampi poteri a quest’ultimo, tali da assimilarlo ad un direttore generale.

Il tutto, nonostante la Comunità Montana abbia già tre dirigenti profumatamente retribuiti e un segretario generale in deroga alla disciplina sulle unioni di comuni che prevede che il segretario debba essere parificato a quello del Comune più grande (e cioè San Bartolomeo, che ha solo un segretario comunale non generale). Il tutto, nonostante le gravi difficoltà finanziarie in cui versa l’ente Comunità Montana, con 17 persone in mobilità che a breve rischiano il licenziamento e ben quattro mesi di stipendi arretrati per i dipendenti rimasti in servizio.

Fortunatamente, grazie alla forte opposizione di San Bartolomeo e di Castelfranco, la discussione e l’approvazione del nuovo Statuto non sono andate oltre i primi cinque articoli; il resto è rimandato alla prossima riunione.

Spetta ora al sindaco di San Bartolomeo in Galdo e al consigliere delegato Ricciardi, con la collaborazione, che va assolutamente ricercata, dell’opposizione, far sentire tutto il loro peso politico per scongiurare l’ennesima beffa ai danni della popolazione di San Bartolomeo in Galdo, portata avanti grazie al gioco (evidentemente interessato) dei potenti, alla complicità di chi non ama San Bartolomeo e all’indifferenza di chi non avverte affatto il problema.

Il sindaco Vincenzo Sangregorio
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