venerdì 18 marzo 2011

I Radicali mettono online i dati patrimoniali di eletti e nominati “per controllare la Casta”


Come possono i cittadini controllare la ‘casta’ dei politici? Sarebbe necessaria una piattaforma che consentisse di pubblicare online dati e compensi, costi delle consulenze e redditi annuali. A questo hanno pensato i radicali con il sito http://anagrafepubblica.radicaleaks.it/ che sullo stile di Wikileaks intende rendere pubblici e liberamente consultabili dai cittadini i dati patrimoniali che riguardano eletti e nominati. Già dal 2007, i radicali hanno portato avanti una campagna per la trasparenza che in molte amministrazioni, dai Comuni alle Regioni, è già una realtà.

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Al momento nessun deputato sannita ha dato il proprio consenso alla pubblicazione online della dichiarazione patrimoniale personale (beni mobili e immobili, redditi e spese elettorali).

giovedì 17 marzo 2011

150esimo, l'Altro sud scrive a Napolitano

di Antonio Gentile*

Caro Presidente,
per questi centocinquant'anni di unità nazionale Lei ci chiede di festeggiare, di commemorare. Ci chiede di sventolare il tricolore e magari di cantare l'inno di Mameli, abbracciando gli altri fratelli italiani.

Ma la storia dell'Italia unita, quella vera, per noi Meridionali, è stata anche una storia di umiliazione, di sopraffazione, di sfruttamento. Il Sud ha visto dopo l'Unità nazionale perdere la sua autonomia sotto la violenza sanguinaria delle baionette piemontesi.

Ha visto la sua economia sacrificata all'interesse prevalente delle regioni settentrionali. Ha visto milioni dei suoi concittadini lasciare con rassegnazione e per sempre la loro terra, tra il dolore irrefrenabile delle madri e delle mogli, per finire spesso nei ghetti delle nebbiose città padane o di altre parti del mondo - “dobbiamo separarci come morti, eppure siamo vivi” - , e sentire sulla propria pelle il disprezzo e il razzismo dei “fratelli” del Nord. Si ricorda le scritte “non si fitta ai meridionali” oppure “vietato l'ingresso ai meridionali”.

Questo Sud ha visto centinaia di migliaia dei suoi giovani migliori costretti a morire atrocemente per difendere la nuova patria al grido “avanti Savoia”, come nel caso della Prima Guerra mondiale che, come tutti sanno, è stata una vera macelleria di uomini, mandati a perire in terre lontane e sconosciute per motivazioni che, dalle nostre parti, non interessavano a nessuno.

Ha visto prosperare l'altra Italia, favorita nello sviluppo industriale, per la costruzione di infrastrutture, di servizi, di trasporti, mentre il suo ruolo era sostanzialmente quello di essere una colonia di consumo dei prodotti delle industrie settentrionali, di fornitore di manodopera e luogo per drenare ricchezza da investire nelle regioni più ricche.

Soprattutto, il nostro Sud, con questa unità, ha visto cancellare la propria identità storica, diventata anzi motivo di umiliazione. E così è stato per il nostro immenso patrimonio artistico e culturale, testimonianza straordinaria di un grande passato, precipitato in gran parte nel degrado e nell'oblio.

Lei parla, Caro Presidente, di Italiani e di unità nazionale, mentre i sostenitori dell'inferiorità razziale, psicologica, sociale e morale degli Italiani del Sud, così come avveniva all'inizio del Novecento con “la verità della dottrina positiva”, tornano a tuonare contro il Meridione parlando delle “due razze”, delle “due psicologie” e chiedere indisturbati la secessione dai loro “fratelli terroni”.

Oggi, gli uomini dalla “svastica verde”, che devono gran parte del loro successo politico proprio al pregiudizio anti-meridionale, guidano incredibilmente il governo italiano, sottraendo ricchezza e futuro alla gente del Sud, mentre portano avanti il loro progetto di divisione del Paese. Progetto, quest'ultimo, strutturato agli inizi degli anni Novanta e che porterà il Mezzogiorno a staccarsi dall'Europa, diventando il primo stato-mafia del Vecchio Continente.

Il Sud affonda nel degrado del suo patrimonio naturalistico, cementificato e avvelenato dai rifiuti tossici inviati dalle altre regioni italiane. Affonda, come in una immensa periferia d'Europa nella disoccupazione, nella precarietà, nella violenza delle mafie, nella povertà delle sue famiglie, nel tradimento dei suoi rappresentanti politici.

Dunque, Caro Presidente Napolitano, Lei ci chiede di gridare “viva l'Italia”. Ma che Italia è mai questa? Dove sono i nostri fratelli? Dov'è la dignità del nostro popolo? Dov'è il nostro futuro comune?

Noi ci inchiniamo davanti a Lei perché Lei è e rimane il nostro Presidente. Perché Lei è figlio autorevole di quell'altro Sud per cui noi ci battiamo.
Ma La prego non ci chieda di festeggiare. Proprio non ci riusciamo.

Nei giorni che si sono voluti dedicare all'Unità d'Italia tutti noi daremo invece un contributo di solidarietà ai nostri cittadini più sfortunati, con un gesto d'amore per la nostra terra, avendo però dentro tutta la rabbia e il dolore per questa Italia mai realizzata.

*Presidente nazionale de L'Altro Sud

mercoledì 16 marzo 2011

NUCLEARE, ECCO LA MAPPA PER LE CENTRALI IN ITALIA


Ecco l'elenco del Cnen del 1979 oggetto dell'interrogazione del gruppo del Pd alla Camera, che denuncia l'esistenza di una mappa di siti nucleari nascosta dal governo: Piemonte 1. la zona lungo il Po, da Trino a nord di Chivasso (Vercelli). 2. la zona intorno alla Dora Baltea a sud di Ivrea (Biella) Lombardia 3. la zona a nord di Voghera lungo il Po (Pavia) 4. la zona a sud di Mantova lungo il Po 5. la zona a sud di Cremona lungo il Po Veneto 6. la zona a sud di Legnago fra Adige e Po (Rovigo) 7. la zona del delta del Po (Rovigo) 8. la zona della foce del Piave (Venezia) 9. la zona costiera al confine con il Friuli (Venezia) Friuli Venezia Giulia

10. la zona costiera al confine con il Veneto (Udine) 11. la zona lungo il Tagliamento tra Spilimbergo e Latisana (Udine-Pordenone) Emilia Romagna 12. La zona costiera a nord (Ferrara e Ravenna) e la meridionale fino a Rimini 13. La zona a nord di Fidenza fra Taro e Po (Parma) Toscana 14. Isola di Pianosa (Livorno) 15. la zona costiera a nord di Piombino fino a Cecina (Livorno) 16. la zona a sud di Piombino fino a Follonica (Grosseto) 17. la zona costiera di Grosseto e la zona a nord e a sud del Monte Argentario (Grosseto) Lazio 18. la zona costiera di Montalto di Castro (Viterbo) 19. l'area di confluenza tra Nera e Tevere tra Magliano Sabina e Orte (Viterbo)

20. l'area costiera di Borgo Sabotino (Latina)Campania 21. Foce del Garigliano (Caserta) 22. Foce del Sele (Salerno) Calabria 23. area costiera di Sibari (Cosenza) 24. la zona costiera tra il fiume Nicà e la città di Cosenza. 25. la zona costiera ionica vicino alla foce del Neto (Crotone) a nord di Crotone (Marina di Strongoli, Torre Melissa, Contrada Cangemi, Tronca). 26. la zona costiera ionica in corrispondenza di Sella Marina, tra il fiume Simeri e il fiume Alli (Catanzaro) Molise 27. la zona costiera meridionale alla foce del Biferno (Termoli) Puglia 28. zona costiera al confine con la Basilicata (Taranto) 29. zona costiera a nord del promontorio del Gargano in prossimità di Lesina (Foggia)

30. zona costiera del Golfo di Manfredonia (Foggia) 31. la zona costiera ionica a nord di Porto Cesareo (Lecce) 32. la zona costiera ionica a sud di Gallipoli (Lecce) 33. la zona costiera adriatica a nord di Otranto (Lecce) vincoli naturalistici 34. la zona costiera a sud di Brindisi (Lecce) vincoli naturalistici 35. la zona costiera in corrispondenza di Ostuni (Brindisi) Basilicata 36. tutta la costa della regione Sardegna 37. foce del Flumendosa (Cagliari) 38. costa orientale a sud del Golfo di Orosei (Nuoro) 39. costa orientale a nord del Golfo di Orosei (Nuoro)

40. zona costiera sud tra Pula e Santa Margherita di Pula (Cagliari) 41. costa occidentale zona costiera a nord e sud del Golfo di Oristano (Oristano) Sicilia 42. zona costiera intorno al comune di Licata (Agrigento) 43. la zona costiera tra Marina di Ragusa e Torre di Mezzo (Ragusa) 44. la zona costiera intorno a Gela (Caltanissetta) 45. la zona costiera a sud di Mazara del Vallo (Trapani).

www.leggo.it

martedì 15 marzo 2011

Primo Forum della Sanità nel Fortore


Sabato 19 marzo si svolgerà nella Sala consiliare di San Bartolomeo in Galdo il primo Forum della Sanità nel Fortore.
Il Forum, nasce dall’idea di cercare di mettere al centro i Cittadini per conoscere i loro desideri in campo socio-sanitari, dialogare con loro tecnicamente (lo scrivente è stato direttore generale della ASL di Fabriano) e magari puntare all’utilizzo, almeno parziale, della struttura ospedaliera di San Bartolomeo in Galdo, chiusa ancor prima di essere aperta e prima che sia regalata a qualche grosso operatore sanitario privato, amico degli amici.

L’idea è sostenuta e ispirata solo da questo progetto e dietro non c’è alcun padrino politico né ci sarà mai poiché i politici, da sempre, vanno in campagna o in montagna solo a prendere solo i voti per essere legittimati ad andare a Roma e poi fregarsene degli elettori.

Quindi la politica resta fuori nel senso che se concorderemo su un progetto valido ci rivolgeremo al mercato per trovare le soluzioni fattibili.
D’altra parte la Regione Campania e la sua situazione fallimentare in sanità permette a malapena la gestione ordinaria e neppure quella.
Gli altri due ispiratori del Forum, il dott. Giuseppe Bozzelli e l’avv. Maria Faretra possono confermare la seria volontà di perseguire col Forum qualcosa di diverso dalle solite conferenze dove uno o più oratori parlano e la gente non può intervenire se non in misura secondaria e marginale.

Vogliamo avviare un metodo nuovo di relazione con la gente riguardo i problemi socio-sanitari, affermano in coro tutti e tre e siamo certi che i risultati arriveranno senza intermediari o padrini poiché il popolo è veramente stanco e non si lascia più prendere in giro.

Vittorio Conte
Coord. Reg. Campania Mov. Ital. Disabili

lunedì 14 marzo 2011

Rifiuti, la Regione immagina nuove discariche nel Sannio


Si riapre lo scontro istituzionale, forse mai chiuso, tra la Provincia di Benevento e la Regione Campania in marito al piano regionale dei rifiuti. L’assessore provinciale all’Ambiente Gianluca Aceto ha chiesto al suo omologo regionale Giovanni Romano di poter discutere sulla proposta di piano regionale dei rifiuti solidi urbani. Il timore, infatti, è che si possano decidere nuove localizzazioni nel Sannio di discariche di rifiuti solidi urbani provenienti dal napoletano.

La Provincia di Benevento, come già fatto in precedenza, ha quest’oggi nuovamente lamentato alla Regione che non sono state affatto recepite le linee programmatiche della stessa Provincia di in materia di gestione del ciclo dei rifiuti. La vicenda è stata definita “preoccupante” da Aceto, il quale ha scritto all’assessore Romano per ricordare che, mentre ancora non è stata avviata alcuna discussione e alcun confronto Regione/Provincia di Benevento, “si avvicina la scadenza per la presentazione della proposta definitiva all’Unione Europea” del documento regionale. Si tratta, ha proseguito Aceto, di un comportamento poco lineare da parte della Regione, perché, “contrariamente a quanto avvenuto per la proposta di Piano rifiuti speciali, attualmente oggetto di confronto allargato”, la Regione stessa non ha ritenuto nemmeno di inviare una bozza del documento del Piano Rifiuti solidi Urbani alla Provincia di Benevento, tanto che, ha sottolineato Aceto, egli stesso è riuscito ad attingere notizie e le linee di indirizzo del Piano “esclusivamente da resoconti giornalistici”.

La cosa che induce Aceto ad essere preoccupato è sempre la stessa: che il Sannio venga ancora una volta individuato come sede di discarica per i rifiuti del napoletano. Scrive infatti Aceto che “sempre da dichiarazioni rese alla stampa da autorevoli rappresentanti istituzionali sopratutto della Provincia di Napoli”, tali soggetti “punterebbero direttamente alle zone interne della Campania, e quindi alle province di Benevento e Avellino” per localizzare nuove discariche.

La Provincia di Benevento rispetto a questa ennesima iattura che si profila all’orizzonte ha preso dunque nuovamente posizione. Aceto infatti ha scritto all’assessore regionale Romano: “Nel ribadire sin d’ora la netta contrarietà ad ipotesi del genere, mai discusse con la Provincia di Benevento, ti rinnovo l’invito a convocare un tavolo per discutere della proposta di Piano regionale RSU. E’ superfluo sottolineare che tale riunione riveste carattere di urgenza”.

(BCR Magazine)

domenica 13 marzo 2011

Alto Sannio, leggera scossa di terremoto stanotte


Per carità, nessun paragone con le drammatiche vicende che si stanno vivendo all'altro capo del mondo... Ma una leggera scossa di terremoto ha interessato, questa notte, anche il nostro Sannio. Secondo i dati registrati dall'Istituto di geofisica, il terremoto, di magnitudo 2.1, è avvenuto alle 00.15, ad una profondità di quasi 13 chilometri nel distretto sannita ai confini col Molise.

Ed infatti i comuni coinvolti nell'arco di dieci chilometri sono stati Castelpagano, Circello, Colle Sannita e Santa Croce del Sannio. Nell'arco dei venti chilometri, invece, troviamo Baselice, Campolattaro, Casalduni, Castelvetere in Val Fortore, Fragneto l'Abate, Fragneto Monforte, Molinara, Morcone, Pago Veiano, Pesco Sannita, Pietrelcina, Ponte, Pontelandolfo, Reino, San Giorgio la Molara, San Lupo, San Marco dei Cavoti, Sassinoro.

www.ntr24.tv
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