venerdì 22 gennaio 2010

Concorso nazionale "La civiltà contadina è"

E’ stata indetta la 5ª edizione del concorso nazionale "La civiltà contadina è". E' rivolto a tutte le scuole d’Italia con l’obiettivo di raccogliere ed archiviare i lavori prodotti sulla civiltà contadina. Sono già stati archiviati presso l’Istituto comprensivo Montefalcone di Valfortore circa cinquecento lavori pervenuti nelle edizioni precedenti. Faranno parte di una nascente sezione del locale Museo della Civiltà contadina, uno dei primi in Italia, sede distaccata del Musa (Polo Museale della Tecnica e del Lavoro in Agricoltura).

Novità 2010 sezione la mezzadria dal XIX al XX secolo riservato alle scuole secondarie di primo e secondo grado, a studiosi e ricercatori. Sono ammessi i lavori, prodotti nel biennio 2008/2010, sia individuali che di gruppo provenienti dalle varie scuole con elaborati di ogni tipo: ricerche, articoli di giornali, reportage, video, multimediale, foto, grafici, plastici, bozza di murales, ecc.
L’invio deve avvenire entro il 10 aprile 2010 indirizzato a: I.C. Montefalcone, Via Fortore, 2 - 82025 Montefalcone di Val Fortore (BN) - Tel. e Fax: 0824/969036.

(fonte: sanniotradizioi.it)

giovedì 21 gennaio 2010

Nuovo meridionalismo, il libro di Nardone

(Ansa) - Un vento hi-tech soffia dal Sud, che alla crisi in corso si ribella e indica una strada. E' un percorso punteggiato di idee nuove, che funzionano, già sperimentate in una terra che non ti aspetti, quella che il meridionalista Manlio Rossi Doria definiva una delle terre d'osso del Mezzogiorno, il Sannio.

Ci sono il gas ultrapulito che si ricava dai rifiuti liquidi, i led che fanno risparmiare fino al 97% di energia, i veicoli agricoli a emissione zero per lavorare nelle serre, l'agricoltura verticale, fra le soluzioni indicate nel libro di Carmine Nardone, meridionalista e politico che con questo lavoro, che sarà presentato il 21 gennaio a Benevento da Luciano Violante, dal sottosegretario al Lavoro Pasquale Viespoli ed altri, analizza la crisi e rilancia anche la Questione meridionale, in termini completamente nuovi.

"Le strategie di riequilibrio territoriale fra Nord e Sud - scrive l'autore - sono state concepite, quasi sempre come 'rincorsa' delle aree deboli alle aree più forti". L'osso che insegue la polpa, a dirla con Rossi Doria, ma le "aree di osso hanno necessità, invece, di un proprio progetto di sviluppo originale e di non imitare le aree di polpa". L'idea forza è dunque basata "sull'originalità e l'eccellenza territoriale, fattori trainanti di sviluppo non imitativo che fa diventare più ricchi di diversità e più sostenibili sotto il profilo ambientale e sociale i diversi luoghi".

Ma la crisi, sottolinea, "può diventare un'occasione di distruzione esponenziale e devastante degli equilibri ecologici più precari, oppure l'occasione per una virata strutturale, in grado di garantire un futuro di maggiore sostenibilità ambientale e sociale all'intero pianeta".

Ed ecco la virata che viene da un Sud che propone anche una rete nord-sud in grado di pensare al Mezzogiorno non come 'mercato dell'usato' delle tecnologie dismesse, ma come propulsore di originalità e progetti utili all'intero Paese. Le proposte, tutte legate dal doppio filo dell'originalità e sostenibilità e i racconti (le nove interviste ai talenti in appendice della giornalista Monica Nardone) di chi ce l'ha fatta a puntare sulla ricerca e sull'innovazione in un'area che ha un gap strutturale e tecnologico profondo con il Nord indicano che un nuovo mondo è davvero possibile.

C'è il racconto di ingegneri che hanno rifiutato posti fissi sicuri da dirigenti in strutture pubbliche per puntare tutto sulle nuove tecnologie, dalla realta' aumentata, ai led, ai servizi spaziali, alle telecomunicazioni, c'è l'architetto che sta dando vita a un nuovo modo di fare architettura che non sarebbe nato, dice “se non mi fossi formato al sud”.

C'è l'intervista allo scienziato Antonio Iavarone, nato a Benevento, direttore scientifico di una Fondazione che vuole creare un centro di ricerca oncologica e biotecnologa nel Sud perchè “il mio desiderio è avere la possibilità di realizzare in Italia un centro di ricerca sul modello americano e di realizzarlo soprattutto nel Sud che ne ha più bisogno del Nord”.

Carmine Nardone
Crisi e sostenibilità
Il Bene Comune, pp 191, euro 18

mercoledì 20 gennaio 2010

Precari: decimo giorno

Sono dieci giorni che occupano il palazzo del Comune a Benevento e sono ancora lì. «Senza aver visto i protagonisti che da qualche giorno paventano pubblicamente la loro particolare attenzione alle problematiche in generale. Sinceramente il tutto sembra essere l’ennesimo sberleffo all’intelligenza delle persone e di coloro i quali concretamente vivono il grave problema della crisi e del lavoro che improvvisamente, dopo anni di servizio, non c’è più». E’ ciò che scrivono in una nota gli insegnanti precari del Sannio.

Che aggiungono: «E’ evidente che essendo oramai prossimi alle elezioni regionali, si sia attivata in Provincia la caccia al voto e alla propaganda, come è noto pure, che qualcuno debba sfuggire ai “fastidi” che potrebbero compromettere il consenso. Rimarremo qui a Palazzo Mosti sempre più intenzionati a denunciare le realtà fastidiose, quelle della gente comune che sempre più spesso non viene rappresentata, la cui voce viene quotidianamente ignorata. Rimarremo qui nonostante l’indifferenza di comodo e andremo avanti nella nostra lotta portando avanti le nostre legittime rivendicazioni».

Intanto, alle 17 di oggi si terrà un dibattito pubblico con Luigi Rossi segretario Nazionale della Flc-Cgil, Raffaele Salomone Megna segretario della Gilda degli insegnanti, ed Emiliano Brancaccio docente universitario.

martedì 19 gennaio 2010

Internet, il Governo prepara il bavaglio

Il decreto con il quale il Governo si appresta a dare attuazione alla delega per il recepimento della direttiva Audiovisual Media Services (ex Direttiva TV senza frontiere) può a buon diritto definirsi un caso paradigmatico di conflitto di interressi.

Al di fuori di qualunque previsione della direttiva e della stessa legge di delega lo schema presentato al Parlamento introduce, del tutto illegittimamente, tutta una serie di disposizioni che tendono da un lato ad impedire lo sviluppo di istruttorie in corso presso l’AGCOM, come nel caso dell’esclusione dal novero dei programmi tv delle trasmissioni Mediaset +1 o do quelle pay tv e pay per view per eludere la soglia di legge del 20%, da un altro ad eliminare le regole sui diritti residuali e sulle quote di produzione in favore dei produttori indipendenti o per rendere meno stringenti di quanto non siano già le norme in materia di pubblicità (esclusione delle telepromozioni e delle televendite dal computo del limite del 20% dell’affollamento pubblicitario quotidiano, riduzione da 45 a 30 minuti dell’intervallo tra una pubblicità, product placement consentito in modo indiscriminato in tutte le trasmissioni).

Tuttavia quello che è più grave il testo prevede pesanti disposizioni che tendono in qualche modo a controllare la rete.
Per prima cosa il decreto include la fornitura delle immagini via internet tra le attività che necessitano di un’ autorizzazione del Governo, poi estende la rigida disciplina del diritto d’autore ai fornitori di servizi via internet con disposizioni dagli effetti simili a quelli della controversa legge francese (per inciso c’entra qualcosa la causa di Mediaset contro Youtube per i filmati trasmessi su quest’ultima piattaforma?).

Infine estende il diritto di rettifica anche ai TG eventualmente trasmessi sul web anche in questo caso con un intento che ricorda quanto il Governo ha già tentato di fare con riferimento ai Blog, per cui potrebbe essere una disposizione che apre la strada per imbavagliare i contenuti veicolati o su Internet in tutte le loro forme (soprattutto se letta in combinato disposto con la norma sul diritto d’autore).
In Italia si sta quindi profilando un’operazione che in assoluta assenza di discussione e in violazione delle regole costituzionali in materia di decretazione delegata tenta di comprimere forse definitivamente i pochi spazi di libertà che ormai solo la rete garantisce.

www.articolo21.org

lunedì 18 gennaio 2010

Precari: ottavo giorno

Prosegue l’occupazione da parte degli insegnanti precari della sala consiliare di Palazzo Mosti di Benevento.

"Siamo ancora qui intenzionati a non andare via. Costituiamo uno dei tanti problemi sociali irrisolti e cinicamente ignorati da chi ci governa. Spesso additati come estremisti o disadattati con sprezzo da un partito che professa pace e amore, solo e unicamente perchè non ci sono risposte concrete alle nostre denunce se non quelle di offendere, deridere e far confluire il tutto in una mera e continua campagna elettorale. Non ultima l’intervista rilasciata ieri dal ministro Gelmini a Rete 4 in cui ha dichiarato: 'Mi dispiace che si faccia della controinformazione. Ma ormai sappiamo che ogni riforma, ogni cambiamento, è sempre accompagnato nel nostro Paese da forti critiche da parte di alcune frange estremiste della sinistra'.

Ci chiediamo se mai il ministro della Pubblica Istruzione avrà l’ardore di confrontarsi pubblicamente con i lavoratori, gli studenti, i docenti ed i dirigenti che da mesi manifestano contro una riforma che non riforma nulla se non il Ministro Tremonti. Siamo la crisi, l’effetto di un Governo che ha deciso di salvare solo le banche e che di fatto poco o nulla ha attivato per tutelare le parti sociali indirettamente colpite dalle speculazioni ciniche, ma direttamente sofferenti degli effetti. Dovranno passare in questa sala e vedere giorno dopo giorno i nostri volti, le nostre vite, fare i conti con la realtà. Si preferisce tacere o far finta di niente pensando che prima o poi ci stancheremo e abbandoneremo il campo. Non è così all’indifferenza e all’arroganza noi rispondiamo con la perseveranza.

Oggi partiremo con un’inchiesta presso l’ufficio per l’Impiego di Benevento per verificare quali settori lavorativi soffrono maggiormente degli effetti della crisi e quanto quest’ultima si stia ripercuotendo sul nostro territorio. Domani invece alle 17:00 presso la sala occupata di Palazzo Mosti sarà proiettato il film Le rose e il pane a cui seguirà un piccolo dibattito sullo sfruttamento e il mobbing".

Precari sanniti

Con l'auto contro un muro


In genere questo blog non tratta fatti di cronaca, ma data la tragedia che ha investito la comunità di Baselice, postiamo un articolo apparso ieri sul "Corriere adriatico" dal titolo "Con l'auto contro un muro-Trentenne muore a Pesaro", e ci uniamo al dolore che ha colpito la famiglia Canonico.

PESARO (17 gennaio) - Un uomo sui 30 anni è morto in un incidente stradale avvenuto poco dopo le 5 di questa mattina lungo la statale Adriatica tra Pesaro e Cattolica, in località Colombarone. L’uomo era alla guida di una station wagon, di cui ha perso il controllo per cause ancora da accertare.
L’auto ha urtato contro lo spigolo di un’abitazione, si è girata su se stessa e il trentenne è stato sbalzato fuori dall’abitacolo. Il giovane è morto sul colpo. Sul posto i sanitari del 118, che hanno constatato il decesso, i vigili del fuoco e i carabinieri.

Il giovane morto nell’incidente stradale si chiamava Claudio Canonico, 29 anni, originario di Benevento, ma residente a Pesaro da quasi otto anni. La sua vettura si è schiantata contro il muro di cinta di un ristorante. L'urto ha catapultato Canonico a circa 50 metri di distanza, in mezzo alla carreggiata. A quanto pare, il giovane non aveva le cinture allacciate. Il corpo è stato proiettato fuori dal lunotto posteriore.

Inutili i tentativi di soccorso. La statale Adriatica è rimasta chiusa fino alle 10.30 per consentire a carabinieri e vigili del fuoco di svolgere il loro lavoro e poi a Marche Multiservizi di ripristinare il collegamento idrico mandato in tilt dallo schianto della vettura. Il ventinovenne viveva da solo e si guadagnava da vivere facendo l’imbianchino.
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