sabato 21 novembre 2009

Distretto sanitario, la soddisfazione del consiglio comunale di San Bartolomeo

All’indomani del voto dell’assemblea dei sindaci della provincia di Benevento sulla razionalizzazione dei distretti sanitari, il capogruppo di maggioranza, Giovanni Ricciardi a nome del sindaco Vincenzo Sangregorio e di tutto il consiglio comunale di San Bartolomeo in Galdo, esprime la propria soddisfazione per il grande risultato ottenuto nella conferenza dei sindaci della provincia di Benevento.

Il capogruppo di maggioranza del comune di San Bartolomeo in Galdo, esprime soddisfazione e apprezzamento per la collaborazione del gruppo di minoranza, che nell’affrontare le problematiche di interesse comune, abbassando la guardia e affiancandosi al sindaco e a tutta l’Amministrazione hanno sottoscritto un documento congiunto affinché il distretto di San Bartolomeo potesse continuare a servire il territorio fortorino.

Il Consiglio, contemporaneamente, ringrazia i tutti i sindaci della Provincia di Benevento che giovedì erano presenti a palazzo Mosti per aver colto l’emergenza e lo stato di assoluto abbandono in cui versa il Fortore e, all’unanimità hanno votato per il mantenimento del Distretto Sanitario di San Bartolomeo in Galdo.

Il Consiglio comunale si rammarica per quanto dichiarato dal direttore pro tempore dell’Asl di Benevento, e contestualmente si augurano che il Commissario, nominato questa mattina, a reggere le sorti della sanità beneventana, vada incontro a quanto richiesto dai sindaci della provincia. In caso contrario l’Amministrazione è già pronta a volgere lo sguardo verso regioni più accoglienti, dove già oggi i cittadini sono costretti a rivolgersi in caso di emergenza.

L’Amministrazione Comunale è orgogliosa di quanti hanno manifestato insieme a loro, a gran voce per le strade di Benevento, al fine di raggiungere un risultato così importante per il nostro territorio.

comunicato stampa
Comune di San Bartolomeo in Galdo

venerdì 20 novembre 2009

L'assemblea dei sindaci salva il distretto sanitario

Il distretto sanitario di San Bartolomeo in Galdo non verrà soppresso. E’ questa la decisione presa dall’assemblea dei sindaci riunitasi ieri a Palazzo Mosti a Benevento. Licenziato un documento con il quale viene chiesto alla Regione Campania la riduzione di un solo distretto sanitario. La proposta è di accorpare quello di San Giorgio del Sannio a Benevento o in subordine aggregare Morcone a Benevento. In entrambi i casi, passa il salvataggio della struttura fortorina al centro di una dura vertenza. Proprio nella giornata di ieri gli abitanti del Fortore avevano protestato in città contro la paventata soppressione del distretto.

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L'unità fa la forza. Non c'è che dire. La battaglia può essere vinta a condizione che tutti facciano la loro parte. Sindaci e istituzioni compresi.

giovedì 19 novembre 2009

Distretto sanitario, ecco il documento dei sindaci del Fortore

Con Deliberazione della Giunta regionale Campania n. 504/2009 sono stati definiti gli ambiti distrettuali delle nuove Aziende sanitarie locali, recependo le direttive della L.R. n. 16/2008, che, in particolare, al comma 1), lettera b) dell’art. 3 precisa che ciascun distretto deve, di norma, coincidere con ogni ambito avente una popolazione non inferiore a 50.000 abitanti e non superiore a 120.000 e che, nella definizione degli ambiti distrettuali, va tenuto conto delle aree montuose, delle isole e dei territori a bassa densità abitativa.

Nello stesso documento si recepisce in pieno la proposta della V Commissione Consiliare competente che, con apposito documento, definisce l’articolazione distrettuale delle nuove Aziende sanitarie locali effettuata sulla base dei vincoli contenuti nel citato art. 3, coniugati con il principio della “fusione per contiguità territoriale”.

Nella configurazione dei nuovi ambiti distrettuali proposti dalla Commissione risultano rispettati gli indici di popolazione massima e minima richiesti dal Legislatore regionale, “salvo pochissimi ambiti ove le caratteristiche geomorfologiche del territorio e le relazioni cinematiche tra i comuni hanno richiesto un lieve scostamento dai limiti prefissati”.
Da questa razionalizzazione, si evince che nella ASL di Benevento risultano accorpati i soli distretti di San Bartolomeo in Galdo e Morcone, i quali, comunque, non raggiungono il minimo di 50.000 abitanti richiesti dalla Legge regionale.
Nella stessa delibera, sempre su proposta della Commissione tecnica, si delega ai vertici aziendali delle nuove aziende sanitarie l’individuazione delle nuove sedi distrettuali sulla base del criterio del “baricentro della popolazione, della preesistenza di adeguate strutture sanitarie pubbliche e della presenza di relazioni cinematiche favorevoli, sentito il comitato di rappresentanza della Conferenza dei Sindaci”.

Tutto ciò premesso, sicuramente, né Morcone né San Bartolomeo in Galdo rispettano il criterio del baricentro della popolazione, trovandosi agli antipodi dell’ambito territoriale. Tantomeno può essere rispettato il criterio della presenza di relazioni cinematiche favorevoli, essendo i due paesi distanti più di 50 km, non collegati da mezzi pubblici, con tempi di percorrenza in auto abbondantemente oltre l’ora. Inoltre, nessun altro ambito territoriale comprende questo accorpamento di comuni.

Tutta questa operazione di razionalizzazione si riduce, ancora una volta, almeno per la provincia di Benevento, all’ennesima penalizzazione di aree già depresse e dimenticate, organizzate da una Commissione tecnica che bada solo ai numeri e non tiene conto di un territorio, come quello della Val Fortore, bistrattato da sempre e le cui relazioni diventano sempre più consistenti verso il Molise e la Puglia piuttosto che verso il beneventano.

Nella “razionalizzazione” si tiene conto del numero di abitanti, che si deve avvicinare ai 50.000, ma non si tiene conto delle aree montuose e dei territori a bassa densità abitativa. Così, per sfiorare i 50.000 utenti, si accorpa quasi la metà del territorio della provincia di Benevento.
Infine, si chiede alla Conferenza dei Sindaci un parere per la scelta della sede di questo nuovo Distretto. Potremmo portare tante ragioni, come, peraltro abbiamo già fatto in altre sedi, a favore di San Bartolomeo in Galdo, ma, in realtà, noi chiediamo che questi distretti non vengano accorpati!
I SINDACI PRESENTI DEI COMUNI DI:
BASELICE
COLLE SANNITA
CASTELFRANCO IN MISCANO
FOIANO DI VALFORTORE
GINESTRA DEGLI SCHIAVONI
MOLINARA
MONTEFALCONE DI VALFORTORE
SAN BARTOLOMEO IN GALDO

Il Fortore in corteo per difendere il distretto sanitario

Il Fortore si mobilita contro l’accorpamento del distretto sanitario di San Bartolomeo in Galdo a quello di Morcone. Domani mattina (oggi per chi legge), in occasione della conferenza dei sindaci rientranti nell’ambito territoriale dell’Azienda sanitaria locale sannita che si riunirà a Palazzo Mosti per discutere proprio della razionalizzazione degli ambiti distrettuali dell’Asl, è stato organizzato un corteo pacifico di protesta che partirà alle 12 dal Corso Garibaldi per poi raggiungere Via Annunziata dove sosterrà fino al termine dei lavori. Alla manifestazione interverranno amministratori e cittadini di San Bartolomeo in Galdo e degli altri Comuni del Fortore.

In un documento congiunto scaturito da una riunione, i sindaci di Baselice, Colle Sannita, Castelfranco in Miscano, Foiano di Valfortore, Ginestra degli Schiavoni, Molinara, Montefalcone di Valfortore e San Bartolomeo in Galdo, chiedono alla Conferenza dei sindaci che i distretti non vengano accorpati.

Una richiesta del mantenimento solo del distretto sanitario nel Comune di San Bartolomeo in Galdo è stata fatta, tramite un documento rivolto ai vertici dell’Asl, al presidente della Provincia di Benevento, ai sindaci del Sannio, ai partiti e all’arcivescovo Magione, dai consiglieri comunali di San Bartolomeo in Galdo Antonio Boffa, Francesco Buccione, Giovanni Buccione, Pasquale G. Catullo, Fedele Del Vecchio, Salvatore Ferro, Gianpaolo Fiorilli, Matteo, Garofano, Marcello Longo, Gianfranco Marcasciano, Antonio Monaco, Antonio Pacifico, Fernando Pepe, Raffaele Pepe, Giovanni Ricciardi, Vincenzo Sangregorio e Alessandro Spallone.

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mercoledì 18 novembre 2009

I predoni dell'acqua

di Wanda Montanelli*

Sono i predoni dell’acqua. Stanno dandosi da fare per accaparrarsi l’oro blu e portarlo via agli aventi diritto. L’acqua oggi è ancora disponibile, ma arriverà giorno che sarà proprietà privata sempre e dovunque se non li fermiamo.
Il diritto all’acqua è condizione necessaria alla realizzazione di tutti gli altri diritti. Era il novembre 2002 quando il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti economici e sociali, includeva il diritto all’acqua tra i diritti dell’uomo. Eppure la carenza di acqua potabile è una delle maggiori cause del divario esistente tra i Paesi ricchi e quelli poveri soprattutto in Africa e nei paesi sottosviluppati.

Adesso anche in Italia si permette che multinazionali, le cosiddette corporation vadano ad appropriarsi dell’acqua degli acquedotti. E’ un business da 400 miliardi di dollari. Si mercifica la fonte della vita, e i predoni dell’acqua imbottigliano l’oro blu in questo mercato falsato da notizie distorte, affidandosi al potere della pubblicità per potenziare i guadagni.

Le disuguaglianze umane non sono ancora giunte al limite. Ce ne saranno di nuove nel futuro che non abbiamo mai provato, né possiamo oggi immaginare. La profezia di Marc Laimé, sociologo attento alla gravità del problema, prevede la divisione del diritto all’acqua e alla salute, con un mondo futuro fatto di gran parte di popolazione che si troverà esposta a rischi sanitari a causa dell’inquinamento ambientale, mentre dall’altra parte esisterà una zona privilegiata a cui sarà offerta, oltre all’acqua domestica insicura, un impianto costoso per filtrare l’acqua e refrigerarla. Oppure un secondo rubinetto di acqua purificata a costi maggiorati.

Già ci sono i segni di questo processo di potenziamento delle disuguaglianze, aiutato dallo spreco e lo sfruttamento eccessivo delle risorse. Un esempio davanti ai nostri occhi (uno dei tanti) è la Capitanata, dove una zona un tempo fertilissima è oggi così desertificata da far invidia al Sahara. Inoltre altre 14 zone d’Italia sono a rischio desertificazione, tra cui Agrigento, Siracusa, Potenza, Reggio Calabria,Bari, Foggia, Sassari, eccetera.

E’ stato creato un organismo contro il deserto che avanza e contro la salinizzazione delle acque lungo le coste. Questa ultima non si può considerare un fenomeno naturale, ma conseguenza del saccheggio delle falde. Perché i predoni pompano più acqua di quanta ne possa arrivare naturalmente attraverso la pioggia.
Le nostre risorse idriche vanno così a diminuire perché sottoposte al saccheggio, e l’acqua ci costerà sempre di più perché sta diventando un bene sottoposto alle leggi di mercato come qualsiasi altro prodotto.

“La lobby potentissima dei produttori di acqua minerale - scrive Giuseppe Altamore, in un libro inchiesta sull’argomento - ci dà da bere un prodotto non sempre al di sopra di ogni sospetto”. Ma grazie a milioni di euro spesi in pubblicità pochi conoscono il valore dell’acqua che sgorga dal rubinetto di casa, mentre molti si fidano delle illusioni della pubblicità.

*Membro dell’Osservatorio nazionale ed europeo per il rispetto delle pari opportunità

martedì 17 novembre 2009

Fortore, inaugurato il nuovo centro per l’impiego

È stato consegnato ieri mattina dalla provincia di Benevento il nuovo centro per l'impiego di San Bartolomeo in Galdo. Alla cerimonia erano presenti: il presidente e il vicepresidente della provincia, Aniello Cimitile e Antonio Barbieri, il sindaco di San Bartolomeo, Vincenzo Sangregorio, il consigliere provinciale Michele Maddalena, e il dirigente del settore Lavoro provinciale, Luigi Velleca.

Ha fatto gli onori di casa il responsabile del centro, Ernesto Lepore. Il centro per l'impiego di San Bartolomeo in Galdo, che fa parte della rete degli altri tre centri operanti nel Sannio, ha competenza su dodici comuni: tutti quelli dell'area del Fortore e inoltre su Reino, Circello Colle Sannita e Castelpagano. Al centro, che ha sede al rione Ianziti, fanno inoltre capo i Punti informativi lavoro che sono stati attivati in San Giorgio la Molara, San Marco dei Cavoti, Circello e Colle Sannita.
La struttura e' costata complessivamente, compresi gli arredi, circa 600.000 euro, su finanziamento del Por Campania misura 3.15. Il nuovo centro si sviluppa con ingresso indipendente su una superficie di 350 metri quadri, su due livelli e ha un parcheggio riservato.

Il presidente della provincia, Aniello Cimitile, ha voluto ricordare che l'intervento per il centro per l'impiego si inquadra in una serie di iniziative finalizzate a rivitalizzare l'area del Fortore. Nel corso della presentazione della nuova struttura, è stato inoltre sottolineato che si sta procedendo per completare la messa in rete dei servizi offerti dai centri in tutto il territorio provinciale, a vantaggio dell'utenza, soprattutto dei giovani e delle imprese. A breve sarà infatti disponibile l'accesso alle banche dati gestiti dai diversi sportelli per il lavoro diffusi sul territorio provinciale.
(Fonte: Adnkronos/Labitalia)

lunedì 16 novembre 2009

Minacce, solidarietà a Colasanto

Il sindaco di Baselice, Domenico Canonico, il vice Giuseppe Ferro,insieme agli assessori Salvatore Brancaccio, Romano Zolla, Stravato Pasquale, ai consiglieri di maggioranza Giancarlo Verdura, Michele Bianco, Isidoro Mascia, Michele Del Vecchio, allo saff del sindaco composto da Francesco Delli Veneri, da Paolo Mascia, da Giovanni Anzuino e da Pastore Giuseppe, sono vicini ed esprimono verae leale solidarietà al deputato regionale Luca Colasanto unitamente all’on.le Nunzia De Girolamo, coordinatore provinciale del Pdl, ed a Luigi Barone, per il vile gesto intimidatorio subito l’altro giorno.

Ci uniamo alla soliderietà espressa dall'amministrazione comunale di Baselice ai vertici provinciali del Pdl in quanto crediamo fermamente che la difesa della democrazia sia un bene da preservare a tutti i costi per uno sviluppo civile e pacifico della nostra società.
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