sabato 23 maggio 2009

Sannio in silenzio nel 17° anniversario dell’uccisione di Giovanni Falcone


(IL FRESCO PROFUMO DI LBERTA’) - Oggi ricorrono 17 anni dal giorno in cui avvenne la strage di Capaci, passata alla storia della nostra Repubblica e del nostro Paese come una delle pagine più nere che si potessero mai registrare. Un tratto di autostrada completamente sventrato, proprio in prossimità dello svincolo verso Capaci, in direzione di Palermo. 500 kg di tritolo che provocarono la morte di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo, anch’ella magistrato, e di tre dei sette agenti della scorta, Rocco Di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro. Uno spartiacque insuperabile. Nessuna storiografia del nostro Paese potrà mai negare che esiste un prima e un dopo rispetto a questa strage e a quella del 19 luglio 1992 che uccise il giudice Paolo Borsellino. E’ la mafia che uccide attaccando lo Stato, dimostrando anzi qual è il vero Stato.

Oggi gli scenari sono molto cambiati ma la lotta alla mafia continua,soprattutto grazie a una grande fetta di società civile impegnata nella lotta per la legalità e per la libertà del nostro Paese. A Palermo e in tutta la Sicilia, ma anche in moltissime altre regioni d’Italia, oggi è il giorno delle commemorazioni, solenni e informali, collettive e intime. Perchè Giovanni Falcone non venga ucciso ancora dal silenzio e dall’apatia. Ma è proprio questo che si vive oggi, invece, nel Sannio. Per l’anniversario della strage di Capaci, non è prevista nessuna commemorazione, non c’è nessun evento, non vengono scritte parole su Giovanni Falcone.

Nel Sannio regnano il silenzio e l’apatia.E’ questa la realtà che respiriamo ogni giorno, questa l’attività e l’impegno di una comunità che non riesce e non vuole riscattarsi dalla propria stagnazione culturale. Il Sannio è da sempre terra di silenzi, di vita quotidiana senza troppe pretese, un ambiente piccolo-borghese che ha amato e ancora ama la propria nicchia. Neppure i nuovi eventi di oggi, l’escalation criminale registratasi in questo 2009, i fatti di camorra che adesso interessano anche noi, fanno sì che ci sia un risveglio verso nuovi orizzonti di legalità. La morte di un grandissimo giudice e di un uomo esemplare come Giovanni Falcone potrebbero fare anche solo da spunto, da indirizzo per un discorso più profondo e più ampio che tocchi anche una seria riflessione sul nostro presente e sul prossimo futuro di cittadini sanniti. Invece questo non si verifica. Regna il silenzio, e l’attivismo che c’è è tutto rivolto alla campagna elettorale in atto. Persino i giovani, tanto amati da Falcone e da lui scelti come attori fondamentali della riscossa dalla mafia, sono assorbiti dal silenzio o da un’attivismo che non darà frutti positivi per la nostra comunità. Perchè la campagna elettorale oggi non è politica, la politica è un’altra cosa.

Forse qualcosa in realtà si muove. Forse, nel silenzio assordante che fa da padrone, qualche associazione o gruppo del Sannio in queste ore sta ricordando un grande eroe del nostro Paese, ucciso da una mafia che oggi ha saputo cancellare i propri confini con ciò che è lecito e giusto. Forse ci sono anche nel Sannio cittadini impegnati e sensibili alle tematiche della legalità, che oggi non intendono lasciare che tutto scorra nel silenzio e nell’apatia, o che tutto rimanga schiacciato dal peso della campagna elettorale. Forse da qualche luogo un grido di riscossa vorrebbe già partire, ma il vincitore resta sempre il silenzio. La mafia ha ucciso ma ancora di più ha ucciso il silenzio, quello delle parole e quello della partecipazione.

Nel Sannio oggi Giovanni Falcone muore di nuovo, mentre la camorra avanza nel permanente disinteresse dei cittadini, checchè si sia detto nelle ultime settimane. Un grazie a tutti quelli che, in questa condizione generale, cercano di distinguersi alzando la testa, ma un grazie soprattutto a tutti i cittadini che, nella loro quotidianità, riescono ad imitare piccoli e grandi eroi del nostro Paese. E da questi cittadini e dai giovani più attenti che può partire il vero unanime grido di rinascita del Sannio, la nostra nave della legalità verso orizzonti nuovi, lontani dal temporale che probabilmente già ci attende.

Simone Aversano

http://simoneaversano.wordpress.com/

venerdì 22 maggio 2009

Mascia presenta il suo nuovo lavoro


Dopo la presentazione di ieri alla Biblioteca provinciale di Benevento del libro “Fortore, su il sipario!”, domani pomeriggio toccherà a Baselice accogliere il nuovo lavoro del prof Alfonso Mascia. L’opera è divisa in tre tomi ed è una raccolta (già pubblicata in passato, ma aggiornana con altro materiale) di drammi e commedie teatrali in dialetto locale.

“La Valfortore è una terra trascurata ed emarginata - ha detto Mascia a Ilquaderno.it -; mi è sembrato, dunque, giusto lasciare una traccia scritta della storia, della società, della vita di un territorio così negletto”.

mercoledì 20 maggio 2009

Elezioni, nuovo affondo di Canonico



Più si avvicina il voto e più cresce l’interesse della popolazione verso la campagna elettorale. Ieri sera piazza Convento era quasi piena. Un comizio innovativo quello della lista “La nostra terra”, prima ha parlato l’aspirante consigliere Salvatore Brancaccio. Quest'ultimo si è soffermato soprattutto sulla possibilità di costituire a Baselice un nucleo della Protezione civile (“Che non solo creerebbe posti di lavoro, ma potrebbe essere utilizzato, oltre che in caso di terremoto, in tutte le situazioni di calamità naturali”, afferma).

Giuseppe Ferro, invece, ha posto l’accento sul potenziamento della guardia medica e dei servizi sanitari per la collettività e per gli anziani.

A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato però il capolista Domenico Canonico. Il leader dell’opposizione è tornato di nuovo all’attacco sulla consegna del testimone da parte del sindaco uscente Nicolino al proprio figlio Antonio del Vecchio. “Come le baronìe di una volta”, punzecchia. E aggiunge: “Come una volta i nostri padri si sono ribellati ai signorotti, così faranno i baselicesi anche questa volta nei confronti di questa nuova Monarchia”. Infine, ha assicurato le associazioni culturali (e ce ne sono parecchie) che avranno il pieno sostegno in caso di vittoria.

Sabato sera toccherà al capolista de “Il campanile” rispondere.

martedì 19 maggio 2009

La guerra dei manifesti


È guerra dei manifesti. Dopo l’affissione della propaganda elettorale da parte della lista “La nostra terra”, capeggiata da Domenico Canonico, ora è la volta della lista “Il campanile” di Antonio del Vecchio (vedi foto).
Intanto, la compagine di minoranza terrà stasera il suo secondo comizio elettorale, nulla si sa invece su quando ci sarà quello del figlio del sindaco uscente Nicolino del Vecchio.
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