martedì 22 gennaio 2008

CLIENTELISMO, MA È TUTTA COLPA DEI POLITICI?



Ecco alcuni stralci del libro “Modernizzazione e arretratezza in una comunità del Sannio” scritto in tempi non sospetti.



(…) bisogna tenere in considerazione l’ambiente sociale in cui questi partiti operano, senza la quale non si comprenderebbe né la loro funzione sociale e politica, né «la causa più importante di quel clientelismo e di quel personalismo che costituiscono il contrassegno della politica meridionale» ( S. D. TARROW).
Innanzitutto, bisogna tener presente che nelle campagne elettorali la popolazione presta attenzione più alle caratteristiche personali del candidato che alle sue posizioni politiche; e che la politica è povera di contenuti ideologici e mediata dai rapporti amicali e parentali. Le origini di questo modo di concepire la politica sono da ricercare nell’organizzazione dei ruoli sociali. In un contesto generale (…), caratterizzato dalla sovrappopolazione in rapporto alla scarsità delle risorse, l’unica possibilità di trovare una qualche forma d’impiego è diventare un “negoziatore” presso gli esponenti politici locali mettendo a disposizione il proprio voto. Il voto, qui, non è un’adesione ideologica a questo o a quell’altro programma politico, ma una ricerca di favori e benefici nel desiderio di trovare qualche impiego o qualche vantaggio di vario tipo, e le conoscenze politiche locali diventano fondamentali a questo scopo.
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