sabato 17 novembre 2007

BIANCO RACCONTA LA SUA BASELICE


di Leonardo Bianco

Antonio Bianco giornalista e saggista, nato a Baselice nel 1965, racconta in questo libro la storia socio-economica del suo paese, piccolo centro della Valfortore. “Modernizzazione e arretratezza in una comunità del Sannio-Latifondo, emigrazione e lotte politiche a Baselice”, il titolo della ricerca sociologica nella quale si analizza il ventennio che va dagli anni 50 agli anni 70.

Attraverso un’analisi precisa e dettagliata il libro mette in evidenza la trasformazione economica che attraverso le rimesse degli emigranti e il finanziamento pubblico ha portato sì una modernizzazione del tessuto sociale della comunità indagata, ma senza arrivare ad un vero e proprio sviluppo del paese.

In effetti, se le condizioni del reddito pro-capite migliorano a ciò non si accompagna una razionalizzazione dell’apparato produttivo. L'autore, in sostanza, mette in evidenza la profonda trasformazione avuta da questa micro realtà nel periodo post-bellico, “mettendo – si legge nel libro – in relazione il paese con i fenomeni macrosociali esterni quali l’emigrazione, la formazione di un mercato del lavoro, l’intervento pubblico ed i consumi di massa”.

Grazie a tutto ciò scompare il latifondo e gli affittuari diventano padroni delle terre che coltivavano. Tutto ciò porta ad una profonda trasformazione della famiglia e dei rapporti sociali stessi: il cambiamento economico fa sparire e sorgere nuove figure sociali.

Due motivi per leggere il libro. Il primo è semplice da consultare nonostante i numeri e le tabelle. Secondo, il libro racconta molto bene e senza annoiare uno spaccato importante della vita di Baselice e potremmo dire del Sud negli anni del cosiddetto miracolo economico.

Il libro è stato presentato il 9 settembre scorso nella sala consiliare del Comune fortorino. All’iniziativa hanno partecipato il presidente dell’ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, e il presidente dell’Assostampa Molise, Giuseppe di Pietro. A moderare il dibattito il giornalista dell’Asca, Francesco del Vecchio.