lunedì 15 ottobre 2007

VESUVIO IMBIANCATO


Era una calda mattina di fine gennaio. Benché la temperatura fosse mite il Vesuvio aveva la cima imbiancata di neve. Per i forestieri, come me, era uno spettacolo. Mi trovavo a Napoli per un colloquio di lavoro. Lasciai la mia vecchia utilitaria in un parcheggio della villa comunale e mi avviai per un vicolo della città. L’incontro durò pochissimo.

La solita proposta: “Lei ha le carte in regola, ma le possiamo fare al massimo un cococò per sei mesi. Capisce…”. “Certo, le farò sapere” risposi. Assorto nei pensieri tornai al parcheggio. Infilai le chiavi e misi in moto. Un breve giro del motorino di avviamento e la vettura non partì. “Cavolo!” pensai, “ho lasciato le luci accese, si è scaricata la batteria”.

Mi avvicinai ad uno di quei chioschi che si trovano sul lungo mare e chiesi: “Per favore dov’è un elettrauto”. “Di fronte, accanto alla chiesetta ce n’è uno” m’indicò il gestore. Percorsi tutta la villa da una parte all’altra e trovai ciò che mi serviva. “Scusi, mi si è scaricata la batteria, può aiutarmi?”.“Certo” rispose un giovane sulla trentina basso e scuro. “Arò sta la macchina” disse in napoletano stretto. “E’ proprio oltre la strada” dissi. Prese quell’aggeggio elettronico tipo macchina da scrivere, lo poggiò su un carrello come quelli che le donne anziane utilizzano per fare la spesa nei supermercati e ci avviammo. “Una bella giornata. La città è incantevole, peccato…”.

Il giovane non mi lasciò finire la frase e replicò: “Napoli è bella, ma qui non si vive più. Se potessi fuggirei da questa città...”. Nel frattempo, arrivammo alla macchina. Aprii il cofano. Lui attaccò le pinze dell’aggeggio alla batteria. Polo positivo. Polo negativo. La macchina ripartì subito. “Quanto le devo?” chiesi.“Dieci euro” rispose. Ringraziai e ripartii. Il mio sguardo si soffermò di nuovo sul Vesuvio. I raggi del sole attraversarono il parabrezza e mi riscaldarono l’anima.

(Il mio primo racconto pubblicato sul quotidiano nazionale "lastampa.it")
Google